Non portera’ i numeri di una maggioranza difficile da comporre, domani, Pier Luigi Bersani quando alle 18 sara’ ricevuto al Colle. L’obiettivo del leader Pd e’ convincere il Capo dello Stato della sua proposta politica che rispecchia l’esigenza di cambiamento, uscita dalle urne. Programma che il segretario dem e’ convinto di poter portare in Parlamento anche se, spiegano i fedelissimi, Bersani non andra’ da Napolitano a pretendere l’incarico ma a mettere se’ stesso e il Pd ‘a disposizione’ di un governo per il paese. Il Pd concorda in pieno sull’urgenza di una soluzione politica, evidenziata oggi dai presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Luigi Zanda. ‘Occorre dare con immediatezza un governo politico che tenga conto del risultato elettorale’, sostiene il neocapogruppo a Palazzo Madama Luigi Zanda che domani accompagnera’ Bersani insieme al suo omologo a Montecitorio Roberto Speranza. Nonostante la consapevolezza della ‘mission impossible’, Bersani spera di riuscire a dimostrare al capo dello Stato che, se la sua strada e’ stretta ‘altre lo sono ancora di più’.
Oggi, mercoledì 20 marzo, come ennesimo tentativo per convincere il Parlamento, il segretario ha inviato a tutti i parlamentari gli 8 punti del suo programma per il ‘governo del cambiamento’. Ma sicuramente, come ribadira’ domani il leader, il Pd esclude ‘governissimi’ con il Pdl e quindi la richiesta che il Cavaliere avanzera’ per i democrats e’ irricevibile.’Berlusconi – osserva Enrico Letta – oggi propone un governo della concordia. Ma con quale coraggio e con quale coerenza lo fa, dal momento che nell’unico caso in cui sostenevamo lo stesso governo per fronteggiare la crisi ha tolto la spina prima del tempo solo per i suoi interessi?’.
Alla vigilia della consultazione, nel Pd si punta a non tirare per la giacca il presidente della Repubblica affinche’ affidi l’incarico a Bersani. Se oggi il leader di Sel Nichi Vendola ha messo in chiaro che ‘l’incarico spetta a Bersani’, domani il segretario non fara’ lo stesso. Nessuna intenzione di fare passi indietro ma il suo obiettivo primario, spiega il leader ai suoi, e’ chiarire la natura e la qualita’ della proposta politica e di un eventuale squadra di governo senza rivendicare alcun mandato per se’.
In attesa dell’incontro al Quirinale, pero’, non si sono interrotti i contatti e i sondaggi informali dei pontieri del Pd per ottenere la fiducia nel caso in cui Napolitano dia il via libera a Bersani. Secondo rumors, piu’ che su appoggi grillini il Pd dovrebbe incassare l’ok dei montiani e lavora per una non belligeranza dei leghisti che consentano al governo di partire. Un’impresa tutta in salita che trova molti scettici anche nel Pd che, in caso di fallimento di Bersani, scongiurano un ritorno alle urne e immaginano un governo guidato da Piero Grasso o da un tecnico come il direttore generale di Bankitalia. Ma domani il segretario dem vuole giocarsi fino in fondo la sua carta.
































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