Narcotraffico, estradato in Italia il latitante albanese
È rientrato in Italia, scortato dal personale dell’unità I-Can (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta) del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, Fisnik Smajlaj, latitante albanese destinatario di un mandato di arresto europeo.
L’uomo era ricercato in relazione a un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Smajlaj era coinvolto nell’operazione “Gentleman II”, eseguita il 2 maggio 2023, che aveva portato allo smantellamento di un’organizzazione dedita al traffico internazionale di droga, con base operativa nel territorio di Cosenza, tra Cassano allo Ionio, Corigliano Calabro e la Sibaritide, e ramificazioni anche in Germania.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, l’organizzazione era impegnata nell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina, eroina e hashish.
Sequestrati beni per 3,8 milioni di euro
Nell’ambito dell’operazione, il gip di Catanzaro aveva disposto la custodia cautelare nei confronti di 25 persone e il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro.
L’indagine era stata condotta dal Gico di Catanzaro, in collaborazione con il Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) della Guardia di finanza e, dal 2020, con una Squadra investigativa comune costituita insieme alle forze di polizia di Germania e Belgio.
Alle attività investigative avevano inoltre collaborato la Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) ed Europol, con il coordinamento delle autorità giudiziarie e di Eurojust.
Oltre 30 chili di eroina destinati alla ’ndrangheta
Nel corso dell’indagine, Smajlaj era stato individuato come presunto fornitore di eroina, per oltre 30 chili, in favore della cosca Abbruzzese di Cassano allo Ionio.
Quando le autorità avevano eseguito il provvedimento restrittivo, però, l’uomo era irreperibile. Da qui la decisione di estendere le ricerche anche a livello internazionale.
A rendere particolarmente complessa la sua identificazione c’era inoltre un dettaglio emerso dagli accertamenti investigativi: nel 2021 Smajlaj si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico per alterare e invertire le proprie impronte digitali, con l’obiettivo di eludere i sistemi di identificazione.
Un broker della droga già noto alle autorità
Il nome di Smajlaj era già emerso in precedenti indagini di polizia giudiziaria fin dai primi anni Duemila, quando sarebbe stato individuato come broker di sostanze stupefacenti al servizio di organizzazioni criminali siciliane e calabresi.
Nel 2006 era stato arrestato per reati legati al traffico di droga e nel 2008 era stato espulso dall’Italia. Secondo gli investigatori, avrebbe però continuato dall’estero a gestire le attività legate alle consegne di stupefacenti.
Il suo nome compare inoltre in altri procedimenti della Procura distrettuale di Catanzaro, tra cui le operazioni “Skoder” e “Gentleman”, che lo avrebbero ricondotto rispettivamente alla famiglia Magliari, appartenente alla Locale di Altomonte, e al clan Abbruzzese di Cassano allo Ionio.
Condanna a 27 anni e 6 mesi
La posizione giudiziaria di Smajlaj è aggravata anche da precedenti condanne definitive. Il 12 gennaio 2023, la Corte d’Appello di Catanzaro ha emesso un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti per complessivi 27 anni e 6 mesi di reclusione.
Con l’estradizione e il rientro in Italia si conclude quindi la fuga internazionale del narcotrafficante albanese, al centro per anni di diverse inchieste sul traffico di stupefacenti tra Italia e altri Paesi europei.
L’operazione conferma inoltre l’importanza della cooperazione internazionale di polizia nella ricerca dei latitanti e nel contrasto alle organizzazioni criminali che operano oltre i confini nazionali.





























