Marò italiani all’estero, così l’Italia perde la faccia

"Delusione" mista a "irritazione". Sono questi i due sentimenti dominanti, nel governo, all’indomani del rifiuto della Corte suprema indiana di concedere un permesso natalizio ai due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, da trascorrere in Italia: ascoltati dalla commissioni congiunte di Camera e Senato, i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e della Difesa Roberta Pinotti promettono reazioni importanti. Fra questo, il richiamo dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi per consultazioni urgenti. Gentiloni inoltre non esclude la strada dell’apertura dell’arbitrato internazionale, “anche se ogni decisione – precisa – verrà presa nei prossimo giorni".  

Il titolare della Farnesina non è riuscito a proporre nulla di nuovo rispetto al passato. Il caso dei due marò italiani è ancora irrisolto, la credibilità dell’Italia sul piano internazionale è davvero a terra.

Commenta Luca Squeri, Forza Italia: “Di arbitrato internazionale per risolvere la controversia dei marò si sente parlare da tempo immemore, ma per Gentiloni è ancora solo una delle opzioni da valutare. Peccato che, mentre il governo valuta, i nostri militari continuano ad essere sottoposti ad un’ingiustizia e l’Italia perde la faccia".