Lavorare fa male alla salute: parola di ricercatore

Il lavoro nuoce gravemente alla salute. Se lavorate troppe ore di seguito andate incontro, tra l’altro, a morte prematura, problemi di cuore e svariate visite dallo psicologo per curare la depressione. Ne è convinto il ricercatore scientifico Andrew Smart, autore del libro ‘Auto-Pilot, the art and science of doing nothing’ (letteralmente, l’arte e la scienza del non fare nulla) e convinto sostenitore del “dolce” far niente, che, sostiene, permette al cervello di essere più creativo e lavorare sulle emozioni.

Non si parla solo di dormire, ma di veri e propri periodi di inattività come, ad esempio, stare sdraiati a guardare il soffitto.

Non solo, ma le pause necessarie tra un’attività e l’altra, secondo l’autore, variano da un individuo all’altro e possono durare “anche diversi mesi”. Se vi sentite perplessi all’idea di fissare il soffitto per mesi sappiate che, sottolinea Smart, i grandi del passato come Newton, Descartes e Archimede hanno avuto le più grandi rivelazioni della storia proprio mentre erano seduti a non fare nulla.

In generale, quando siamo inattivi il cervello innesca il “pilota automatico”, che gli permette di lavorare su quello che succede a livello inconscio, stato di grazia per la creatività perché mette in luce le connessioni più bizzarre tra una cosa e un’altra.

In una società che ci vuole perennemente attivi, essere pigri è una necessità anche per la nostra salute: ad esempio, scrive Smart, “chi lavora troppo senza pause ha il 40% di possibilità in più di avere un attacco di cuore”. Ecco perché sarebbe necessario ridurre gli orari di lavoro, evitando al nostro cervello lo stato di stress che incide su salute e capacità di riflettere in modo chiaro. Lavorare tanto, insomma, è come fumare troppe sigarette: anche chi lo fa dovrebbe rendersi conto che fa male. Stacanovisti avvertiti.