L’arroganza dell’ignoranza – di Simona Aiuti

Molti tra noi italiani e forse non solo tra noi, hanno dilapidato un consistente patrimonio culturale, o meglio, questa dote è stata abbandonata negli scantinati dei musei, stipata negli sgabuzzini delle biblioteche, e gli stessi passano dritti davanti alle librerie, cercando di non notare lo sparuto pubblico che le popola e che le fa ancora sopravvivere.

L’arroganza dell’ignoranza è debordante e sembra inarrestabile. Uomini e donne di varie età, che fanno di tutto per non passare inosservati, mostrandosi con un abbigliamento quasi fosforescente, grossi smartphone usati come macchine fotografiche per propinare selfie in cui fingono di tenere la torre di Pisa, unghie al gel costosissime, extencion variopinte, abbinate a coloriti marroncini e bruciacchiati per via delle lampade, girano per strada con piglio tacchinesco. Sono boriosi, spesso hanno compiuto studi discontinui e irregolari, non hanno mai comprato un libro, ma usando il collegamento internet, mettono insieme due notizie e senza un minimo di educazione e cultura, battono i pugni sul tavolo, cercando di sovrastare tutto e tutti con l’unica arma che hanno, ovvero la “prepotenza”.

L’arroganza è dunque una conseguenza dell’ignoranza e del complesso interno d’inferiorità del non voler ammettere la propria poca conoscenza dell’argomento che si sta trattando. Si avverte un mancato atto di umiltà che il più delle volte non fa che rendere ridicola la persona che lo attua portandola a fare del male a eé stessa evitandole di aprire gli occhi per pretendere di avere ragione ad ogni costo.

Spesso è meglio tacere che intervenire tanto per parlare in modo superficiale, se determinati argomenti non si conoscono sarebbe più giusto il silenzio per poi andare ad informarsi e poter intervenire quando ricapiterà una discussione del genere.

Invece sono rumorosi ovunque si trovino, alla faccia della crisi spendono cifre folli per abbigliamento firmato o per accessoriare automobili grottesche, e loro meschini, guardano con sufficienza chi si dedica a nutrire la mente, andando per mostre, musei o librerie.

Prima o poi però arriva sempre il momento in cui il “coatto ignorante” cade e quando lo fa, il botto è da cataclisma. Allora vediamo post sgrammaticati su Facebook che mettono alla berlina l’allergia di questi soggetti alla lettura, oppure entrano nel panico davanti ad un modulo che non sanno compilare, così come non sanno aiutare un figlio a fare i compiti. Queste persone a volte sono anche preda di truffatori e fantomatici “Guru” e non sanno leggere e interpretare un manuale d’istruzioni o una lettera della banca o dell’amministratore, e allora che fanno? Vanno a chiedere aiuto a chi ha studiato, a chi ne sa di più, addirittura chiedendo di compilare una raccomandata o un biglietto d’auguri per loro.

Dunque sarebbe meglio fare un bagno d’umiltà, comprare un quotidiano ogni tanto, e magari, invece di fotografare solo “acqua” quando vanno in vacanza, potrebbero visitare un museo, rischiando seriemente d’imparare qualcosa.