Dal 2013 dell’emergenza al 2014 della riscossa: il presidente del Consiglio Enrico Letta è determinato a non piegarsi ai diktat, a tenere insieme le forze riformiste di centrosinistra, centro e centrodestra e ad andare avanti con la nuova maggioranza orfana di Forza Italia. Lo riferiscono i parlamentari Popolari per l’Italia, gli ultimi ad averlo incontrato a Palazzo Chigi nell’ambito del giro di consultazioni sul nuovo patto di coalizione "Impegno 2014".
La delegazione dei Popolari (composta dai capigruppo Lorenzo Dellai e Lucio Romano, dai senatori Antonio De Poli e Andrea Olivero, e dal segretario dell’Udc Lorenzo Cesa) si è presentata al premier con un documento contenente un Community Act, per il rilancio delle politiche di inclusione sociale, e una bozza di legge elettorale basata su un "modello italiano" che, fotografando la realtà politica attuale, preveda un secondo turno in cui assegnare il 15% dei seggi sulla base dei programmi delle coalizioni createsi dopo il primo turno.
"Il presidente – ha riferito Olivero nel corso di una conferenza stampa alla Camera – ha manifestato l’intenzione di un cambio di passo, sulla strada delle riforme. Il cambio di passo del governo Letta deve essere concentrato sull’ambito sociale. Noi continueremo a lavorare nella maggioranza, non accetteremo i diktat di nessuno e non tireremo a campare: su questo abbiamo visto il presidente Letta determinato almeno quanto noi".
Negli stessi minuti una conferma di quale sia la volontà del governo arriva dal ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello, prima di partecipare alla presentazione di "Moderati", il libro manifesto del Nuovo Centrodestra: "Siamo determinati a mettere a punto il programma di governo per completare quanto fatto lo scorso anno, dobbiamo mettere al sicuro i sacrifici degli italiani". Nella stessa sede il vicepremier Angelino Alfano si sfoga: "Se propongono il matrimonio gay noi ce ne andiamo un attimo prima". Prima ancora che questo accada, c’è quello che in molti considerano un altro "pasticcio" – che segue quello sugli insegnanti – che rischia di mettere a repentaglio la tenuta della maggioranza. Scelta Civica storce il naso di fronte all’ultima mossa relativa alla tassazione degli immobili, contenuta in un emendamento al dl Enti locali che consentirà ai Comuni di portare fino allo 0,8% l’addizionale della nuova Tasi. "Siamo contrari a provvedimenti spot che si agganciano a materie che non c’entrano nulla – afferma il capogruppo di Sc al Senato Gianluca Susta – Il governo deve mettersi d’accordo all’interno della maggioranza". La senatrice Stefania Giannini, segretario del partito, parla di una posizione di "supporto costruttivo" al governo, ma è chiaro, aggiunge, che il no all’emendamento potrebbe comportare "una difficoltà" per la maggioranza al Senato: se il governo dovesse porre la fiducia su questo punto, aggiunge, Scelta civica sarebbe pronta a votare no.
































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