Silvio Berlusconi inizia il nuovo anno nominando sette nuovi coordinatori regionali. Altri incarichi nazionali e regionali saranno definiti nei prossimi giorni. Nel dettaglio, ecco i nuovi coordinatori scelti dal presidente di Forza Italia: Lombardia: Mariastella Gelmini; Liguria: Sandro Biasotti; Toscana: Massimo Parisi; Valle d’Aosta: Massimo Lattanzi; Friuli Venezia Giulia: Sandra Savino; Lazio: Claudio Fazzone; Veneto: Marco Marin.
Il primo compito dei neocoordinatori, in accordo con il presidente nazionale, sarà la costituzione di un Comitato di presidenza regionale costituito da altri tre componenti che li affiancheranno nello svolgimento delle loro funzioni.
Intanto continua il dibattito sulla legge elettorale. Il Cavaliere, in una nota, spiega: “A proposito di legge elettorale, colgo con positività il metodo proposto dal segretario del Pd Matteo Renzi sia rispetto alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali, sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c’è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori. Colgo l’occasione, su un altro piano, per anticipare che, rispetto alle scadenze elettorali che già sono in agenda (e cioè le elezioni europee, e una consistente tornata amministrativa), la nostra posizione è chiara: serve un election day per garantire una alta partecipazione e un notevole risparmio di spese per lo Stato".
Interviene sul tema anche Mariastella Gelmini, appena nominata responsabile di Forza Italia in Lombardia: “Da sempre il presidente Berlusconi e Forza Italia difendono il bipolarismo e la logica dell’alternanza. Partendo da questa premessa e alla luce delle tre proposte di Renzi, noi siamo pronti non solo a discutere, ma è anche nota la nostra posizione a favore del modello spagnolo, il che non esclude l’apertura a nuovi modelli. Le larghe intese hanno fallito, è bene che ci sia una maggioranza politica che saranno gli italiani a definire, ma per questo occorrono regole certe. Siamo lontani da logiche proporzionaliste, vogliamo un vincitore la sera delle elezioni".
































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