Ecco la democrazia di sinistra, una dittatura in embrione – di Leonardo Cecca

Pensiamo un po’ se, in un momento di relax, magari stando sdraiati ad ammirare un bel paesaggio e, pertanto, anche portati a fantasticare, nel 2006 fosse stato eletto a Capo di Stato non dico un personaggio di destra, ma una persona non spiccatamente di sinistra, o meglio comunista, come Napolitano; se dal 2011 ad oggi ci fosse stato un governo di centro destra a rimediare al crollo economico che stiamo vivendo, una frangia della magistratura avesse chiaramente manifestato la sua ammirazione per il centro destra e la nostra immagine internazionale fosse ai livelli attuali, cioè sotto le scarpe: la sinistra sicuramente avrebbe organizzato manifestazioni e scioperi ad oltranza e forse ci sarebbero state rivolte da far impallidire la "Primavera Araba", ed il tutto logicamente in nome della democrazia, perchè soltanto lei – la sinistra- sa valutare e distinguere tra quella fasulla e quella vera, come vedere le "porcate" amministrative, politiche e di spartizione del potere solo se commesse dalla destra.

Ebbene, quella attuale è la democrazia agognata dalla sinistra, cioè una dittatura in embrione ove il Capo dello Stato dimentica la sua prerogativa di essere super partes e nomina senatori a vita "di comodo", cioè tutti simpatizzanti per la sinistra, in modo da compromettere il responso elettorale del Senato, dove i posti chiave devono essere democraticamente assegnati a personaggi di sinistra.

Nella disgrazia di vederci relegati all’ultimo posto tra le nazioni del G7, nel vedere la nostra economia sempre più disastrata e sempre più lontano il giorno della ripresa, nel vederci spernacchiati dalla Ue e dall’India, l’unica consolazione ci viene dal fatto che il centro destra, non quello dei cercapoltrone, ha quel minimo di senso civico di riservare le piazze solo a democratiche manifestazioni.