Per sviare le indagini chiamavano i paesi del Sudamerica da dove importavano la droga con i nomi dei calciatori: cosi’ il paese di Pele’ era il Brasile mentre quello di Maradona era l’Argentina da dove transitava il carico di stupefacenti. Nelle 94 pagine di ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Roberta Bossi sono ricostruiti tutti i movimenti e i traffici che le due organizzazioni criminali sgominate all’alba di oggi dai carabinieri del Ros (25 arresti) avevano organizzato dall’America Latina a Genova.
In alcuni casi lo stupefacente arrivava nel principale porto italiano e poi ripartiva per essere rivenduto nei paesi del nord Europa. Circostanza che dimostra come lo scalo ligure sia un importante crocevia del passaggio di droga. I trafficanti avevano due sedi: una a Genova ed era diretta da Armando Tonetti Sol Sol, imprenditore edile italo-peruviano di 55 anni; e l’altra nel bresciano, con al vertice Mauro Zanchi, imprenditore bresciano di 46 anni, residente a Padeghe sul Garda. Le due gang – in stretto contatto ma con attivita’ distinte – mandavano emissari in Sud America per acquistare la cocaina e in Marocco per l’hashish. Le spedizioni avvenivano in aereo o su navi mercantili. Nel primo caso la droga veniva nascosta all’interno di pacchi, pezzi di motori o sottovasi, nel secondo veniva sistemata all’interno di container dopo la rottura e la sostituzione dei sigilli.
Dal momento che c’era il forte rischio – come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – che il carico si perdesse oppure che venisse scoperto dalle forze dell’ordine, i trafficanti puntavano piu’ sulla quantita’ che sulla qualita’.
Spesso, inoltre, la cocaina veniva tagliata con farmaci per amplificarne l’effetto. Per gli arrestati – imprenditori edili, liberi professionisti, studenti e anche due giocatori semiprofessionisti di biliardo – l’accusa e’ di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Durante l’operazione e’ stato sequestrato quasi un quintale di sostanze stupefacenti.
Per Michele Di Lecce, procuratore distrettuale antimafia e procuratore capo di Genova, ‘questa importante operazione dei Ros dimostra ancora una volta come il porto di Genova sia crocevia del traffico internazionale di droga’.
































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