Condannati per un ‘saluto romano’, ma terroristi e black bloc sono ‘eroi’ – di Leonardo Cecca

Finalmente ho capito qual è il male dei mali che affligge l’Italia: "il pericolo che ritorni il fascismo" e questo pericolo attanaglia tutto il mondo politico e la magistratura che si impegnano duramente per scongiurare tale ritorno fregandosene alla grande delle cause della crisi economica. Si impegnano a tal punto a combattere un’idea ormai morta e sepolta che dimenticano di dare il buon esempio e continuano ad alimentare quella sporcizia e quel malcostume che sono la prima causa per far scoccare scintille eversive.

La Corte di Cassazione, applicando la legge che vieta la ricostituzione del partito fascista, l’apologia del fascismo ed i gesti nostalgici, ha infatti confermato la condanna di due persone ree di aver fatto il "saluto romano". La legge è legge e, pertanto, deve essere applicata anche quando a distanza di 70 anni sembra ai più un’arlecchinata.

Arlecchinata perchè assistiamo, anche recentemente, a manifestazioni ove galantuomini hanno il volto coperto ed il pugno chiuso e che democraticamente un presidente di Camera definì "una risorsa", lo stesso presidente che fece mettere una targa presso il Parlamento in ricordo di "un eroe" che con il volto coperto cercava di fracassare la testa ad un carabiniere con un estintore.

La mia cultura non correttamente democratica mi porta a definire questi "eroi" in altra maniera ma, come detto, non sono un democratico.

Sono portato a definire in altra maniera anche quei signori che durante la nostra guerra civile, contravvenendo alle più elementari norme internazionali e morali, ammazzavano con attentati militari in divisa e non avevano nemmeno un minimo di senso civico di presentarsi onde evitare le annunciate ritorsioni, via Rassella ne è un esempio; a distanza di anni la Corte Costituzionale definì tale vile attentato un atto di guerra. Tutti i "Partigiani" delle altre nazioni avevano dei segni di riconoscimento, tipo fascia al braccio, i nostri " eroi " nulla. Vabbé, è solo una diversa interpretazione di moralità e di senso civico.

Rammento che nel 1957, ero un ragazzo, ero a Predappio quando ci fu la tumulazione della bara di Mussolini nella tomba di famiglia, tutti salutavano con il "saluto romano", non avevano fazzoletti o passamontagna per nascondere il viso, erano in migliaia e non c’era alcun sentore di pericolo e/o di sommosse.

Ritengo che se in Parlamento ci fossero persone più serie toglierebbero certe leggi da barzelletta ed aprirebbero gli occhi, unitamente ai magistrati, sul pericolo che il malcostume sta alimentando. Basta ascoltare certi politici e quello che gira via web per rendersi conto che l’attuale pericolo ha altri nomi e se poi ci si vuol lavare la coscienza applicando in modo certosino una legge "ridicola", pazienza, questo è il nuovo volto dell’Italia. L’ottusità che fu la causa principale della nascita del fascismo ha ben attecchito nel nostro Paese, infatti sta generando pericoli ben maggiori. Ma "democratici".