Mai così tanti libri italiani sono stati venduti all’estero. Nel 2025 sono stati firmati 8.645 contratti per i diritti di traduzione, il dato più alto da quando l’Associazione Italiana Editori ha iniziato a monitorare il fenomeno, nel 2001.
Il record è stato presentato alla Frankfurter Buchmesse, in occasione dell’inaugurazione di Spazio Italia, lo stand collettivo italiano organizzato da ICE-Agenzia insieme ad AIE.
Un risultato che conferma la crescente presenza dell’editoria italiana sui mercati internazionali.
45 lingue e 64 Paesi
Nel corso del 2025 i libri italiani sono stati tradotti in 45 lingue e hanno raggiunto 64 Paesi.
A guidare la classifica dei titoli venduti all’estero sono i libri per bambini e ragazzi, con 3.133 contratti. Seguono narrativa con 1.753, saggistica generale con 1.585 e saggistica specialistica con 697.
Più indietro libri illustrati, manualistica e self help, libri religiosi e fumetti.
La geografia della diffusione resta fortemente europea: 5.401 titoli sono stati venduti in Europa, mentre l’Asia rappresenta il secondo principale mercato con 1.088 titoli.
Dal 2001 i diritti di traduzione sono quintuplicati
Per il presidente dell’AIE Innocenzo Cipolletta, il record è il risultato di un percorso iniziato oltre vent’anni fa.
Dal 2001, ha spiegato, i diritti di traduzione venduti all’estero sono quintuplicati. Un risultato attribuito al lavoro delle case editrici, ma anche alla rete di sostegno istituzionale che coinvolge Ministero degli Affari Esteri, Istituti Italiani di Cultura, ICE-Agenzia, Ministero della Cultura e Centro per il libro e la lettura.
L’Italia destina inoltre 1,5 milioni di euro l’anno al sostegno delle traduzioni, uno strumento che contribuisce alla diffusione internazionale della produzione editoriale italiana.
L’editoria italiana torna a crescere nel 2026
Se il 2025 ha segnato un record sul fronte internazionale, il 2026 mostra segnali positivi anche per il mercato interno.
Nei primi nove mesi dell’anno il mercato trade, cioè narrativa e saggistica a stampa vendute nelle librerie fisiche e online e nei supermercati, ha registrato vendite per 1,0265 miliardi di euro, in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le copie vendute sono state 69,8 milioni, con un incremento del 2,6%.
A trainare il mercato sono soprattutto le librerie fisiche, che crescono del 6,2% e raggiungono il 57% del mercato trade. Gli store online restano sostanzialmente stabili (+0,1%), mentre la grande distribuzione registra un calo del 7,5%.
Fumetti e libri per ragazzi tra i settori più dinamici
L’andamento cambia anche in base ai generi. Nei primi nove mesi del 2026 i fumetti registrano una crescita del 14,9%, mentre bambini e ragazzi salgono del 9,1%.
Crescono anche la narrativa straniera (+6,9%) e quella italiana (+4,9%). Stabile la saggistica generale, mentre arretrano la saggistica specialistica (-1,8%) e la manualistica pratica e self help (-6,7%).
Nel mercato della narrativa italiana, tra i titoli più venduti spicca Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica di Manuel Garand, seguito da L’alba dei leoni. La saga dei Florio di Stefania Auci e Il custode di Niccolò Ammaniti.
Il libro italiano come strumento di cultura nel mondo
Il dato più significativo resta però quello internazionale: 8.645 contratti in un solo anno raccontano una produzione editoriale italiana capace di trovare lettori oltre i confini nazionali.
Dalla narrativa ai libri per ragazzi, dai fumetti alla saggistica, le storie e le idee nate in Italia continuano così a viaggiare nel mondo.
E il record dei diritti di traduzione conferma che, quando un libro italiano attraversa una frontiera, non esporta soltanto una storia: porta con sé anche una parte della cultura italiana.





























