Roberto Occhiuto mette sul tavolo legge elettorale, alleanze e futuro di Forza Italia. Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale degli azzurri, ospite di “Start” su Sky TG24, ha affrontato diversi temi destinati ad alimentare il dibattito interno al centrodestra.
Al centro delle sue dichiarazioni anche il rapporto con l’area riformista del centrosinistra e la collocazione di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
“La legge elettorale dà cittadinanza politica anche a Vannacci”
Partendo dalla riforma elettorale attualmente all’esame della Camera, Occhiuto ha espresso una valutazione positiva sul provvedimento, definendolo una legge “coraggiosa”.
Secondo il governatore calabrese, il nuovo sistema consentirebbe anche a Vannacci di avere una rappresentanza parlamentare. “Questa è una legge che dà cittadinanza politica anche a Vannacci in Parlamento”, ha affermato.
Occhiuto ha quindi confrontato il nuovo meccanismo con quello attualmente in vigore, sostenendo che con la vecchia legge il leader di Futuro Nazionale avrebbe incontrato maggiori difficoltà nell’ottenere seggi.
Il passaggio alla Camera arriva mentre Montecitorio è impegnato nell’esame delle pregiudiziali di costituzionalità sulla riforma, con il voto finale previsto nei prossimi giorni.
L’apertura ai riformisti: “Guarderei più a Calenda che a Vannacci”
È però sul terreno delle alleanze che Occhiuto ha tracciato la linea politica più netta.
Alla domanda se il centrodestra dovrebbe guardare maggiormente a Carlo Calenda oppure a Roberto Vannacci, il governatore ha risposto senza esitazioni: “Io sicuramente guarderei più a Calenda, a Marattin, a tutti quelli che nel centrosinistra hanno fatto esperienza della impossibilità di produrre un pensiero liberale e riformista”.
Il riferimento è a Carlo Calenda e Luigi Marattin e, più in generale, all’elettorato e all’area politica riformista che Occhiuto ritiene potenzialmente avvicinabile al centrodestra.
“Questo estenderebbe il campo della coalizione di centrodestra e restringerebbe il cosiddetto campo largo”, ha aggiunto.
Una posizione che arriva dopo le recenti discussioni sulla collocazione politica di Futuro Nazionale e sul rapporto che il centrodestra dovrà costruire con le diverse componenti dell’area moderata e riformista.
“Meloni ha fatto un lavoro straordinario, ma da sola non ce la può fare”
Occhiuto ha poi parlato di Giorgia Meloni, riconoscendole un ruolo centrale nella guida del governo e sottolineandone, a suo giudizio, il profilo europeo.
“Giorgia Meloni ha fatto un lavoro straordinario, è diventata un leader europeo di una destra moderna”, ha dichiarato.
Il governatore ha sottolineato anche una differenza rispetto a una destra più populista: “Poteva diventare il clone di Vannacci o di una destra populista europea e non lo ha fatto, è diventato il leader europeo responsabile”.
Da qui, però, il richiamo agli alleati: “Meloni è bravissima ma da sola non ce la può fare”.
Per Occhiuto, dunque, il tema riguarda il contributo che tutte le componenti della coalizione devono offrire alla legislatura e alla costruzione di una proposta politica riconoscibile.
Forza Italia, Occhiuto: “Serve una gestione più condivisa”
Nella parte dell’intervista dedicata a Forza Italia, Occhiuto ha rivolto parole di apprezzamento ad Antonio Tajani, riconoscendogli il merito di aver mantenuto in vita il partito dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi.
“Ha avuto un grandissimo merito”, ha detto.
Allo stesso tempo, però, il vicesegretario azzurro ha sostenuto che Forza Italia debba recuperare capacità di innovazione e confronto interno.
“Mi auguro ci possa essere una gestione più condivisa del partito con tutti quelli che vogliono innovarlo”, ha affermato.
Occhiuto ha ricordato l’obiettivo, discusso negli anni scorsi, di portare Forza Italia verso il 20%, osservando che quel risultato non è stato raggiunto e sostenendo che il partito abbia perso parte dello “smalto” originario.
“Non c’è un nuovo Berlusconi”
Sul futuro della leadership, Occhiuto ha precisato che il problema, a suo avviso, non sarebbe quello di mettere in discussione Tajani.
“Il tema non è sfiduciare la leadership”, ha spiegato, ribadendo il riconoscimento per il ruolo svolto dall’attuale segretario.
Il ragionamento riguarda piuttosto il modello organizzativo e politico del partito. “Forse è più utile lavorare per trovare quattro o cinque persone che insieme applichino il metodo di Berlusconi”, ha detto.
E ancora: “Forza Italia deve continuare a essere il partito dell’innovazione”.
Quanto al congresso, Occhiuto ha precisato che la decisione sulla data spetta a Tajani e alla segreteria, aggiungendo di non escludere in futuro un impegno sempre maggiore nel partito, ma senza considerarlo una priorità immediata.
Il messaggio complessivo dell’intervento è quindi articolato su più livelli: sostegno alla prosecuzione della legislatura, attenzione all’area liberale e riformista, dialogo interno al centrodestra e richiesta di una maggiore condivisione nella gestione di Forza Italia.































