Concordia, Schettino si commuove: ‘ufficiali preferirono il morire al parlare’

Francesco Schettino, in un passaggio del suo interrogatorio, nella mattinata di sabato, quando ha parlato delle operazioni di ammaino ed evacuazione della nave, ha assicurato: "Sono pronto ad avere la mia quota di responsabilità". Tuttavia, ha aggiunto in conclusione di interrogatorio da parte dei suoi difensori, il "successo dell’operazione dipendeva anche dagli uomini nei posti-chiave".

L’alternativa, mentre la Concordia si ribaltava di fianco e "c’era tensione anche perche’ era difficile sganciare la scialuppa", era "morire o buttarsi fuori dall’ombra della nave che stava per abbattersi", ha spiegato Schettino ricostruendo i momenti in cui lasciò la nave. In precedenza, nell’udienza, Schettino ha anche indicato il video in cui verrebbe riconosciuto mentre si appresta a salire sulla scialuppa, indicando un uomo in secondo piano che – per l’inclinazione della nave – si spostava stando seduto sul pavimento del ponte esterno. Anche "gli ufficiali – ha ricordato – non riuscivano a camminare nel movimento di abbattimento (ribaltamento, ndr)" della Concordia. Ma riuscimmo comunque a uscire in tempo dal cono di ombra, dopodiche’ la nave si abbattè", ha aggiunto. "Purtroppo c’e’ chi rimase incastrato tra i terrazzini e morì", e qui Schettino e’ stato notato rallentare il racconto, abbassare gli occhi sul tavolo davanti a cui e’ seduto e commuoversi. Schettino, per sua richiesta, non ha voluto riprese video e foto del suo interrogatorio.

"Con 30 secondi in piu’ a disposizione, la manovra riusciva", ha detto Schettino. "Allora secondo lei gli ufficiali hanno mentito quando dissero che si poteva dare prima l’allarme generale?", ha domandato il pm Stefano Pizza. "Gli ufficiali vennero in aula" al processo "accompagnati da Costa Crociere, non mi faccia andare oltre…", ha risposto Francesco Schettino quando e’ stato chiamato a difendersi sulla fase successiva all’urto e sui ritardati allarmi, parlando delle testimonianze degli ufficiali della Costa Concordia che in sostanza lo avevano accusato di aver tardato lui il segnale di emergenza generale.

"Il mio incantesimo si e’ rotto quando ebbi la visione della schiuma" presso gli scogli de Le Scole al Giglio e "ho tentato la manovra in emergenza". Schettino ha accusato anche oggi gli ufficiali di guardia e il pm gli ha anche detto: "Lei doveva togliere i suoi ufficiali dall’equivoco", "se c’era questo incantesimo per cui loro stavano muti e anche lei era muto".

"Gli ufficiali" in plancia di comando "preferirono il morire al parlare", "se hanno soggezione psicologica" nei confronti del comandante "facciano altri lavori": "un ufficiale ha l’obbligo giuridico di manifestare un pericolo immediato, altrimenti tacere significa cagionarlo". Cosi’ Francesco Schettino rispondendo stamani al pm Stefano Pizza. In realta’ il pm gli ha domandato se forse non sarebbe stato corretto che Schettino, raggiungendo la plancia dopo aver cenato, fugasse ogni equivoco informandosi se la rotta ordinata alla partenza da Civitavecchia fosse seguita. Ma Schettino ha anche detto che "nelle dinamiche consuete, gli ufficiali parlano col comandante. Si e’ abituati che se c’e’ qualcosa che non va, gli ufficiali parlino, invece ci fu una specie di silenzio-assenso" sulla rotta vicino al Giglio.

IL LEGALE DIFENSORE "Credo che il comandante Francesco Schettino abbia chiarito ogni circostanza fino a questo momento annebbiata, che non si comprendeva bene" e tra queste "ha chiarito che era la cosa meno opportuna dare l’abbandono generale della nave a un miglio dalla costa, la nave li’ si sarebbe avvitata su stessa. Invece ha fatto di tutto per arrivare il piu’ vicino all’isola e ci e’ riuscito per fortuna". Lo ha detto il difensore di Schettino, avvocato Domenico Pepe, commentando i cinque giorni di interrogatorio conclusi al processo di Grosseto. "Purtroppo – ha aggiunto – l’abbattimento che si e’ poi verificato ha impedito alle altre persone rimaste all’interno della nave di potersi salvare". Schettino ha lasciato il Teatro Moderno dicendo ai giornalisti "Buon Natale a tutti, auguri!", ma senza aggiungere altro ed e’ poi salito in auto con gli avvocati per tornare a Meta di Sorrento.