Banche in Italia, alcuni dati della situazione attuale

La sede della Banca d'Italia, Palazzo Koch, oggi 21 ottobre a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Aumenta in Italia l’esposizione delle banche ai fondi di finanziamento della BCE, la Banca Centrale Europea, che raggiungono i 164 miliardi di euro. Si tratta di dati forniti in riferimento al mese di settembre ed è stata la Banca d’Italia a dare la notizia che, sul finire del mese di settembre 2015, l’esposizione complessiva delle banche italiane ai finanziamenti della Europea è stata di 164.002.000 euro, registrando un rialzo di quasi 6 miliardi rispetto al mese di agosto, che invece aveva registrato un’esposizione di 158.287.000.

L’esposizione nel suo totale, o quasi, è data dalle posizioni sui finanziamenti a lungo termine, che raggiungono i 153 miliardi di euro, calcolando anche che i risultati dell’ultima asta Tltro hanno registrato un rialzo di 149 miliardi di euro rispetto al mese di agosto.

E proprio in questi ultimi giorni si è tenuto presso il Parlamento Europeo un incontro sul sistema finanziario e bancario italiano, indetto da Antonio Tajani, Vicepresidente del Parlamento europeo, e da Roberto Gualtieri, Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari. Al centro del dibattito è stata la “rivoluzione bancaria” e la regolamentazione finanziaria dell’UE degli ultimi anni, culminata con la creazione dell’unione bancaria.

Questo ha portato anche a un drastico cambiamento di moltissime banche in Italia, i cui tassi e le cui agevolazioni, soprattutto rispetto a mutui e prestiti, sono cambiati in maniera considerevole. Per un prospetto generale dei cambiamenti e delle banche più convenienti, internet viene in aiuto con siti specializzati che dedicano pagine come  http://www.facile.it/banche-finanziarie.html, monitorano costantemente le condizioni bancarie e offrono preventivi e prospetti che aiutano il fruitore a scegliere i piani finanziari più adatti a lui.

Durante l’incontro sono quindi stati riconosciuti i miglioramenti e i progressi delle varie banche italiane, a cui sono stati riconosciuti meriti per quanto riguarda la solidità patrimoniale e il supporto costante a territori, imprese, famiglie e in generale a chi in necessità. Si è poi discusso di quelle che sono le prospettive per quanto riguarda la stabilità economica dell’UE.

Così, Tajani ha sottolineato l’importanza e la necessità di un’Europa che abbia più regole comuni, istituzioni più forti e che, in definitiva, sia più unita, coesa e collaborativa, così da poter affrontare le sfide di un’economia globalizzata. Questo serve per assicurare una stabilità economica generale e a lungo termine, ha spiegato il Vicepresidente del Parlamento Europeo, puntualizzando come non sarà sufficiente un Ministro per le Finanze della zona Euro.

Infatti, come propone Tajani, dopo l’unione Bancaria e l’Unione dei Mercati dei capitali, sarà assolutamente fondamentale porsi l’obiettivo di arrivare a un’unione fiscale, che sia realmente al servizio dell’economia e della creazione di maggiore occupazione.

Ad essere sottolineata dal Vicepresidente è stata anche l’urgenza di rilanciare la politica industriale europea, oltre che risolvere il problema dell’accesso al credito per le PMI. A tal proposito, le banche devono continuare a sostenere in maniera incisiva e costante l’economia reale, finanziando le stat-up, gli artigiani e le piccole e medie imprese. Si tratta infatti di un passo fondamentale per una ripresa economica solida e definitiva.

Come poi ha sottolineato Roberto Gualtieri, Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del parlamento Europeo, “dopo la fase di regolamentazione del settore bancario avviata nel corso della scorsa legislatura, è arrivato il momento di una valutazione approfondita della legislazione adottata, alla luce della creazione dell’unione Bancaria e del meccanismo di supervisione unico”.

Buone notizie per il sistema bancario, quindi, e di riflesso per i suoi clienti. i finanziamenti sembrano essere sempre più fattibili, fruibili e solidi, nel reale sostegno dell’economia e nella consapevolezza che una ripresa è assolutamente necessaria e decisiva per il benessere anche del sistema bancario stesso.