Dopo dodici anni, i più sensibili forse hanno cercato di nascondere nei meandri più profondi della mente quelle immagini choccanti che hanno sconvolto l’umanità intera. Ma quando quella data terribile si riaffaccia alla finestra del tempo, tutto ritorna presente e il dolore e il lutto e l’angoscia riaccendono lo sconforto.
Non si può vivere senza speranza, senza l’illusione che il Bene possa prevalere sul Male e che il sacrificio di Colui che e’ venuto al mondo per diffondere un messaggio di pace universale non sia stato vano. La memoria di fatti così tragici diventi monito per il futuro e trasmetta un’eredità preziosa alle nuove generazioni.
Mai più odio, mai più il pensiero dell’uomo sia rivolto alla morte e alla distruzione. "Pace, fratelli! Nella nuda terra troppo è il mistero!". Utopia? Quello che oggi è utopia domani può diventare progresso e che cos’è il progresso se non il raggiungimento di un comune sentire teso alla felicità per tutti?
Togliamo agli Usa il compito di gendarme del mondo, che ne fanno il principale bersaglio di ritorsioni dagli effetti devastanti e uniamo le forze di tutti gli Stati nella difesa della cultura della pace. Si costruiscano equilibri durevoli attraverso la consapevolezza che la terra è la casa di tutti; e i rapporti di collaborazione tra le grandi potenze servano a ricercare antidoti ai veleni sparsi dai Signori del Male. Si può fare, si può ancora sperare di vincere l’unica battaglia da combattere: quella contro l’odio e la brama di potere che alimentano e fomentano le guerre.
































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