Salvini: “La sfida è con Renzi, non con Berlusconi”

“All'interno del centrodestra non ci sono sfide, ci deve essere un accordo su un programma comune e poi una competizione interna su chi prende un voto in più”

“Il mio rapporto con Silvio Berlusconi? Non c’è una sfida tra di noi. L’unica sfida che ho lanciato ormai da tempo è a Renzi, cui da anni chiedo un confronto pubblico, mentre lui scappa. All’interno del centrodestra non ci sono sfide, ci deve essere un accordo su un programma comune e poi una competizione interna su chi prende un voto in più, per esprimere il presidente del consiglio. Ma la sfida è ai Renzi, ai Di Maio, agli Alfano, alle Boldrini. Non nel centrodestra”. Così parla a Radio Cusano Campus Matteo Salvini, leader della Lega, che sui fondi bloccati al Carroccio spiega: “Ci hanno sequestrato tutti i contributi che i cittadini ci hanno dato. E’ una vergogna. La procura di Genova ha dichiarato guerra alla Lega e alla democrazia. In Spagna usano i manganelli per cercare di bloccare le persone, qui usano le sentenze. Abbiamo le tasche completamente vuote, ma abbiamo idee e andiamo avanti. Questa è una sentenza alla spagnola. Il dissenso si può reprimere o con i manganelli e i proiettili di gomma o con le sentenze della magistratura”.

Sul Milan: “Abbiamo fatto tre sconfitte clamorose, saranno contenti i tifosi di Lazio e Milan. Per il momento siamo una squadra imbarazzante. Ancellotti? Prende 12 milioni di euro netti l’anno, non penso che la nuova proprietà abbia altre decine di milioni di euro da spendere per cambiare la panchina. Non mi piace come Montella sta facendo giocare il Milan, non c’è gioco, non c’è un’idea di squadra. Mi fido di Fassone e quindi lascio a lui le scelte. Da troppo tempo non abbiamo un’idea di gioco. Puoi perdere con la Roma, puoi perdere con la Lazio, puoi perdere con la Sampdoria, ma giocando a pallone e tirando in porta. Quello che manca al Milan non sono le vittorie, è un’idea di gioco. E’ come l’Italia di Renzi che va avanti a bonus. Se non c’è un’idea complessiva una squadra o un Paese non vanno lontano”.