L’intransigenza di Salvini e la testardaggine di Di Maio

Penso che non ci saranno elezioni anticipate, Mattarella non le vuole. Ma sono sconcertato di fronte alle intransigenze e alla testardaggine che Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno dimostrato fin qui

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini

“La politica non è l’arte del compromesso, ma l’arte di ridurre al minimo le parti inconciliabili”. (Rino Formica, politico italiano)

“Insistere è testardaggine, perseverare è determinazione”. (Jacinto Benavente, drammaturgo spagnolo)

“Ogni testardaggine è basata sul fatto che la volontà ha usurpato il posto della conoscenza”. (Arthur Shopenauer)

“Il compromesso è l’arte della leadership e i compromessi si fanno con gli avversari, non con gli amici”. (Nelson Mandela)

NON CI SARANNO ELEZIONI ANTICIPATE

Penso che non ci saranno elezioni anticipate. Insisto, con la tenacia ostinata (spesso perdente) degli scommettitori, a pensare che Lega e 5Stelle siano obbligati a mettersi d’accordo per formare un governo.

LA TESTARDAGGINE DI DI MAIO

Ma sono sconcertato di fronte alle intransigenze e alla testardaggine che Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno dimostrato fin qui. Il leader grillino pretende per sé in ogni caso Palazzo Chigi e, per non provocare lacerazioni nel suo elettorato, non vuole aver niente a che fare con Silvio Berlusconi e Forza Italia.

E L’INTRANSIGENZA DI SALVINI

Più comprensibile la rigidità del leader leghista, che non vuole spaccare il centrodestra, nonostante le insofferenze e le palesi ribellioni del Cav. Tutti e due, Di Maio e Salvini, dimenticano però di “non” aver vinto le elezioni (ottima affermazione, ma non la maggioranza assoluta) e di essere obbligati, quindi, a mediazioni, compromessi, alleanze.

GLI ELETTORI HANNO CHIESTO DECISIONI

Penso anche che non giovi né all’uno né all’altro la lentezza delle trattative e delle consultazioni: gli elettori chiedono decisioni, cambiamenti; non uno sterile immobilismo. E allora? Come tutti coloro che si occupano di politica, sono sommerso da domande di auspici e previsioni.

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E COME FINIRÀ?

Auspici non ne faccio più, sono stufo di propormi come utopista. Affido alla fantasia una ipotesi: Roberto Fico premier, la presidenza della Camera alla Lega, con sostegno al governo dei due partiti “quasi vincitori”. E di chi altri – Pd incluso – voglia accogliere il presumibile appello all’unità da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Che ha già detto con chiarezza di non volere elezioni anticipate, e questo è certo.

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