Cannabis legale, “proposta affossata per via delle elezioni”

Daniele Farina (SI): “Antiproibizionisti? Colleghi non capiscono l’argomento. Il Dipartimento politiche antidroga presenta relazioni dense di falsificazioni”

L’Onorevole Daniele Farina, esponente di Sinistra Italiana e relatore per la Commissione Giustizia del testo sulla legalizzazione della cannabis, è intervenuto su Radio Cusano Campus e ha parlato dello stralcio della liberalizzazione della cannabis.

”Sul testo relativo alla cannabis non c’è stato nessun compromesso al ribasso perché non c’è stato proprio il compromesso. Non si è voluto proprio discutere della legalizzazione. Entrando nel merito, la proposta dell’onorevole Miotto è una fotografia della legge esistente con una facilitazione che verrebbe incontro, negli anni che verranno, ad alcuni problemi come l’accesso ai farmaci o le prescrizioni”.

Hanno pesato le elezioni che si avvicinano? “Direi proprio di sì. Una parte dei firmatari della legge venuta fuori dall’intergruppo si è dissolta dentro una posizione che sostanzialmente racconta il non voler cambiare nulla, ovvero rinviare la discussione a data da destinarsi. Insomma, abbiamo perso quattro anni. Il PD ha voluto evitare l’argomento per fini elettorali ma, secondo me, sarà un ulteriore boomerang. Anche il radicale Giachetti, primo firmatario per la legalizzazione, vuole aspettare tempi migliori. I tempi migliori, però, erano già ieri, siamo in un formidabile ritardo. Questo è uno stop di carattere politico che viene poco segnalato”.

“Il Movimento 5 Stelle ha una posizione favorevole. Hanno votato il testo proposto, hanno una posizione costruttiva. Ora la legalizzazione sta naufragando. O c’è uno scatto di buon senso o è abbastanza evidente la fine che farà”.

Gli italiani, secondo lei, cosa ne pensano? “C’è una maggioranza favorevole alla legalizzazione. Poi si può discutere quali sia il miglior modo di legalizzare. Permangono culture, pregiudizi formatisi in decenni di falsificazioni evidenti che sono venute meno ma ancora oggi influenzano un ceto politico piuttosto invecchiato e che si è formato in quegli anni. Alcuni colleghi non sanno di cosa si stia parlando, la maggior parte hanno difficoltà a capire. Non è colpa loro. Ancora 4 anni fa il dipartimento per le politiche anti droga proponeva ai deputati relazioni annuali dense di falsificazioni evidenti. Un legislatore cieco difficilmente fa buone leggi”.

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