Ufficialmente l’ambasciata di Santo Domingo risulta chiusa per i tagli della spending review. Provvedimento che è stato impugnato davanti al Tar del Lazio, il quale ha dichiarato illegittima la chiusura e ne ha ordinato la riapertura. Riapertura che non è mai avvenuta dal momento che questa stessa sentenza è stata impugnata dal governo e il Consiglio di Stato ha dunque ribaltato la situazione.
ItaliaChiamaItalia, che ha seguito il caso della chiusura dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo fin dall’inizio, ne ha parlato con il senatore del Pd Vincenzo Cuomo, ad oggi unica rappresentanza politica ad essersi recata in Repubblica Dominicana per incontrare la comunità di italiani residenti sul posto.
Senatore Cuomo, lei diversi mesi fa è stato mandato direttamente dal presidente del senato, Pietro Grasso, in Repubblica Dominicana per vedere cosa effettivamente stesse accadendo. Ha quindi incontrato i connazionali ed ha poi affermato che la chiusura dell’ambasciata ha generato molto caos. A seguito della sua visita che cosa è accaduto e come commenta la sentenza del TAR e quella del Consiglio di Stato?
“Non mi sento di commentare né la sentenza del Tar né quella del Consiglio di Stato. Io credo che la strada giusta sia quella di una decisione da prendere e che il governo restituisca al più presto i diritti degli italiani che vivono in Repubblica Dominicana, nonché quei servizi necessari a tutti i connazionali che transitano sul posto. Da questo punto di vista ci sono stati diversi colloqui e incontri, ma il problema riguarda non solo la riapertura dell’ambasciata in Repubblica Dominicana, ma anche quella di altre ambasciate in altre parti del mondo. So che la discussione è in avanzamento e i provvedimenti sono in itinere e speriamo che quanto prima arrivi la notizia ufficiale della sua riapertura”.
Quindi effettivamente lei cosa ha fatto una volta rientrato in Italia e dopo aver preso atto della situazione di difficoltà vissuta dagli italiani che si trovano lì?
“Ho fatto una relazione formale al presidente del Senato e ho parlato con il governo, rappresentando quello che ho visto, le difficoltà vissute e il grande disagio che si è creato a seguito di una decisione, io credo, presa in maniera un po’ istintiva da parte del governo dell’epoca, motivandola con la spendig review anche se i motivi erano ben altri. Ho spiegato sia il problema degli italiani che vivono lì, sia le difficoltà che vivono i dominicani che devono venire in Italia, sia quelle delle imprese italiane che investono nella Repubblica Dominicana. Ho incontrato molti connazionali e molte imprese in diverse città, sono stato anche all’ambasciata a Panama e ho potuto verificare effettivamente che il problema è reale ed è un problema di diritti negati. Ho rappresentato al governo tutto questo”.
Cosa devono aspettarsi gli italiani che vivono lì? C’è la volontà di riaprire l’ambasciata?
“Il governo vuole e deve riaprire una serie di ambasciate in diversi paesi, tra queste riaperture, mi è stato riferito che è prevista anche quella dell’ambasciata della Repubblica Dominicana”.
Quando accadrà tutto questo?
“Se io fossi il Ministro degli Esteri lo saprei dire. Io ho le informazioni che mi riferiscono i rappresentanti del governo. Pochi giorni fa ho incontrato il vice ministro Amendola e gli ho chiesto a che punto fosse l’emissione di un decreto. Mi ha riferito che stanno a buon punto, ma non sono in grado di dare dei tempi precisi. Certo è che sono convinto che per restituire questi diritti sia necessaria la riapertura dell’ambasciata. Per una questione di serietà non posso dare una data ma so che il governo è intenzionato a riaprirla il prima possibile”.
Lei è stato ad oggi l’unico politico italiano che si è recato nella Repubblica Dominicana a verificare di persona la situazione e si vocifera di un suo ritorno sul posto, ce lo conferma?
“Ritornerò in veste istituzionale unicamente quando isseremo la bandiera italiana in un’ambasciata riaperta della Repubblica Dominicana”.
































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