"L’Auditel, l’audience, e la tv commerciale hanno cambiato tutto: gli autori non fecero più programmi in base ai loro gusti, ma a ciò che funzionava". E la Rai si è adeguata facendo "ritocchi, plastiche, chirurgie che ne hanno snaturata l’identità. E oggi è una vecchia signora che non si riconosce più. Vive in una epoca di multimedialità, in cui il nuovo alfabeto digitale mescola e interseca tutti i mezzi di comunicazione. Oggi i contenuti tv escono dal piccolo schermo per proiettarsi sul pc, sul lettore digitale, sul cellulare". Lo racconta Carlo Freccero in una intervista al Mattino, nel giorno in cui la Rai (e la televisione in toto) compiono 60 anni.
Secondo Freccero, mamma Rai "dovrebbe aggiornarsi, adeguarsi alla multimedialità, riuscire a entrare in questa nuova tv così complessa senza, però, perdere il proprio Dna, la propria storia e la memoria storica del Paese. Dovrebbe ideare programmi compatibili con i nuovi pubblici e i nuovi mezzi. Potrebbe, per esempio, puntare sull’obiettività dell’informazione, un terreno su cui torna a essere protagonista ogni volta che i grandi avvenimenti di cronaca attira no i nostri sguardi. Ma, per farlo, dovrebbe con coraggio liberarsi dai partiti. Perché sono ancora loro a imporle persone ubbidienti ma non sempre competenti".
































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