Stamina ancora in tribunale, Vannoni risponde con querele

Dopo 180 sentenze che imponevano la somministrazione di infusioni di staminali, ora nuovamente bloccate, la battaglia sul metodo Stamina continua in tribunale. Chiamato a difendersi in ben due procedimenti legali, Davide Vannoni risponde querelando senatori e ricercatori. Nella lista, fa sapere uno dei suoi avvocati, a margine della conferenza stampa organizzata oggi dal Movimento per le cure compassionevoli Liborio Cataliotti, "ci sono la senatrice Emilia Grazia De Biasi e Massimo Domenici", responsabile del Laboratorio di biologia cellulare dell’Universita’ di Modena e autore della relazione consegnata al Ministero della Salute sui campioni di infusioni sequestrate dai Nas.

Dominici e’ stato querelato "perche’ nell’audizione in Commissione Sanita’ del Senato ha riferito che che le mesenchinali non possono diventare neuroni, smentendo parzialmente quanto da lui riportato nella relazione consegnata al Ministero della Salute", dove invece "ne prevedeva la possibilita’".

La querela nei confronti della Presidente della Commissione Sanita’ del Senato De Biasi, invece, riguarda la parola ‘cialtroni’ "da lei utilizzata nel corso della Festa dell’Unita’ di Milano la scorsa settimana in riferimento a Vannoni e a Stamina Foundation".

Una terza querela, infine,"e’ stata depositata a luglio nei confronti di quei rappresentanti della comunita’ scientifica e delle istituzioni che abbiano incitato all’inosservanza delle decisioni dei giudici". Tra questi, la senatrice a vita Elena Cattaneo, direttore del Centro di Ricerca sulle Staminali UniStem dell’Universita’ di Milano, Michele De Luca, direttore del Centro di medicina rigenerativa dell’Universita’ di Modena, e Gilberto Corbellini, professore ordinario di storia della medicina presso l’Universita’ di Roma La Sapienza. E, ancora in tribunale si giocano le prossime battaglie.

Lunedi’ verra’ discussa l’istanza di riesame per il dissequestro delle cellule dei donatori, che blocca, attualmente, ogni infusione a Brescia. Venerdi’ ci sara’ l’udienza per il processo che vede Vannoni accusato di truffa ai danni della Regione Piemonte, da cui era riuscito ad ottenere 500.000 euro da destinare alla medicina rigenerativa, poi revocati. Il 4 novembre invece sara’ la volta dell’udienza preliminare per il processo per associazione a delinquere, in cui, spiega il secondo avvocato di Vannoni, Pasquale Scrivo, "chiameremo come testimoni tutti i giudici che si sono espressi a favore di Stamina" e "ci faremo affiancare nella difesa da un pool di medici di altissimo profilo".

Intanto va verso la conclusione l’indagine conoscitiva condotta presso la Commissione Sanita’ del Senato e, nelle prossime settimane, dovrebbe esser reso noto il verdetto del terzo comitato scientifico nominato dal ministero, dopo la bocciatura del primo da parte del Tar e le polemiche che hanno accompagnato la designazione del secondo. "Secondo la legge istitutiva, il comitato dovra’ solo chiarire in che modo effettuare la sperimentazione, visto che per ora il trattamento viene somministrato come cura compassionevole, in base al decreto Balduzzi del 2013", ricorda Gianpaolo Carrer, il papa’ di Celeste, la prima bimba curata a Brescia con Stamina e "con risultati molto positivi", come ribadito oggi dai genitori. Ma, qualora gli esperti ritenessero che ne manchino i presupposti scientifici, potrebbe bloccare la strada alla sperimentazione.