Riforma elettorale, dal porcello alla bufala – di Marco Zacchera

Così com’è scritta oggi la riforma elettorale trasformerà il prossimo parlamento (o almeno la Camera) da una assemblea di nominati con liste bloccate a una di capilistini bloccati. Anziché eleggere un certo numero di eletti da una lista di partito verranno infatti eletti di solito solo e soltanto i primi in lista di ciascun collegio elettorale in cui sarà divisa l’Italia, ma senza possibilità per i cittadini di scegliersi con la preferenza – sia pure anche solo in una mini-lista – il candidato che gradiscono. Irrisolta anche la questione del genere se non ci sarà un obbligo a indicare almeno un terzo di donne tra i capilista di ogni regione.

Circa le percentuali minime dei partiti per avere ingresso alla Camera e i “premi di coalizione” non si tiene conto dei rilievi della Corte Costituzionale e quindi quasi tutta la nuova legge non osserva le condizioni che hanno portato alla bocciatura del “PORCELLUM”.

Il testo finale della legge rischia insomma di essere solo l’effetto del perverso accordo Renzi-Berlusconi dove entrambi i due leader vogliono fortissimamente controllarsi tutti i loro eletti. E’ così fumo negli occhi litigare (a parole) per percentuali e seggi visto che il nocciolo della questione è voler continuare a tenersi in mano il pallino da parte dei leader. Altro che “riforma epocale”!