In vista del referendum sulla giustizia, assume un rilievo particolare il voto degli italiani all’estero. In un sondaggio IPSOS presentato nella trasmissione televisiva “DiMartedì”, se si votasse oggi i Sì sarebbero al 54%, i No al 46. Un mese fa i Sì erano al 57,9%, i No al 42,1%. Dunque, almeno secondo i numeri dei sondaggi, lentamente il No guadagna terreno.
I cittadini italiani che vivono, lavorano e studiano fuori dai confini nazionali, ma restano parte integrante della comunità politica del Paese, cominciano a essere guardati con più attenzione per il prossimo appuntamento referendario. Il loro voto, spesso trascurato nel dibattito pubblico interno, può risultare decisivo soprattutto in questa consultazione referendaria, dove ogni singola preferenza pesa.
Abbiamo già visto presentare in Parlamento alcune proposte assurde di cambio della metodologia del voto che non fanno altro che evidenziare un pizzico di debolezza politica da parte della maggioranza di governo.
Ed è proprio qui che emerge il ruolo centrale del MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero fondato e guidato da Ricardo Merlo. Dal 2008 il MAIE elegge in modo continuativo propri rappresentanti in Parlamento, sia alla Camera sia al Senato, rappresentando una realtà unica nel panorama politico italiano: l’unica forza nata, cresciuta e strutturata interamente intorno alle esigenze degli italiani all’estero.
Il MAIE può contare su una base elettorale solida e stabile – circa 150mila voti presi alle ultime Politiche, preferenze che vanno oltre l’ideologia e gli schieramenti della partitocrazia romana – costruita nel tempo attraverso una presenza reale nei territori, nelle associazioni, nelle comunità e nei luoghi della vita sociale degli italiani nel mondo.

Non è un consenso episodico: “Per noi del MAIE le elezioni sono solo una tappa del percorso. Lavoriamo ogni giorno, non solo a ridosso del voto, per difendere i diritti degli italiani all’estero”, sottolinea sempre il presidente Merlo.
In una consultazione come il referendum sulla giustizia, la rete MAIE può svolgere un ruolo decisivo per spiegare e coinvolgere i cittadini chiamati a votare.
Nel frattempo, sappiamo che Merlo è stato raggiunto telefonicamente nella sua Buenos Aires da esponenti politici sia di destra sia di sinistra, con cui si è confrontato proprio in vista dell’appuntamento referendario. Comunque qui diventerebbe fondamentale il rapporto Merlo-Lupi, cioè Noi Moderati e MAIE, due forze che lavorano insieme in Parlamento e che hanno costruito un ottimo rapporto tra i loro vertici. Non siamo ancora entrati nel vivo della campagna elettorale, ma le diverse forze politiche stanno già scaldando i motori.































