Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento, intervenendo alla festa nazionale del Pd a Genova, ha parlato anche di Matteo Renzi, e ha detto: “Registro che Matteo il suo messaggio in queste settimane lo sta mettendo piu’ in positivo. La rottamazione, per esempio, era un brutto termine per porre un tema vero: risultava violento e ostile. Se ci si candida a guidare un grande partito il primo tema che uno deve porsi e’ come tenerlo unito".
Franceschini è convinto che la possibile ascesa di Matteo Renzi alla candidatura del Pd non esclude automaticamente dalla scena Enrico Letta. Il ministro ha sottolineato come una "pluralita’ di leadership non puo’ essere vista come un limite. Quando una squadra ha piu’ talenti si usano tutti". Quanto ad Enrico Letta, Franceschini si dice convinto che sia "impossibile non riconoscergli l’autorevolezza con cui sta facendo il premier. Abbiamo visto tutti quanto conta la sua credibilità". Basta con le rivalita’, dunque, che "hanno fatto gia’ troppo male in passato. Abbiamo una squadra in cui ci sono talenti che vanno utilizzati, e Matteo sicuramente e’ un talento".
Franceschini si dice pronto a votare per il sindaco di Firenze, se Renzi “lavorerà per innovare ma anche per unire e costruire e non per dividere”. Renzi, secondo il membro del governo, “ha intercettato la domanda di cambiamento nell’elettorato” e va sostenuto. "Ieri Matteo ha detto in modo piu’ esplicito quello che sentivamo da voci che si rincorrevano da settimane, e cioe’ che intende candidarsi da segretario e non da premier. Le primarie per il premier ci saranno quando la legislatura arrivera’ a compimento".
Secondo il ministro “il Pd deve mettere più coraggio nel rivendicare le cose di sinistra che ha fatto il governo. Stiamo cominciando a respirare sul piano economico e sociale, la gente comincia ad avere un po’ più di fiducia. Abbiamo superato il punto massimo della crisi". "E’ assurdo che nel momento in cui si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel si metta in discussione il governo per le vicende giudiziarie di Berlusconi. Ora dobbiamo andare avanti con il superamento del bicameralismo perfetto e con la nuova legge elettorale. Anche rimettendoci personalmente, metteremmo in condizione di governare chi viene dopo di noi. Se si torna a votare tra tre mesi saremmo nella stessa situazione delle scorse elezioni".
Dobbiamo affrontare "una situazione del tutto nuova" perche’ siamo "alla conclusione del ciclo politico di Berlusconi", perche’ "e’ finito", e "sara’ un terremoto per il sistema politico italiano". In Italia "per 20 anni" la vita politica "si e’ svolta attorno a Berlusconi". Uno schieramento e’ stato "insieme con lui, un altro e’ stato insieme perche’ contro di lui. Era il collante anche per noi".
La verità, per Franceschini, è che “l’unico punto fisso che ha la politica italiana e’ il Pd, vediamo di difenderlo, di consolidarlo e non di demolirlo".
































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