La promozione dell’attuale vicecapo vicario della polizia, un prefetto di lungo corso, un outsider proveniente comunque dalle fila del Dipartimento: nelle stanze che contano, non solo al Viminale, si è aperta la partita per la successione di Antonio Manganelli alla guida della Polizia. Aperta ufficialmente, perch‚ sono mesi che, nonostante tutti lo neghino, sono in atto manovre, riposizionamenti e contatti; dovuti anche al fatto che quella che fino ad un anno fa era la soluzione data da molti per scontata, e cioè Franco Gratteri, è saltata per via delle condanne per il G8. Tutto peró rimarrà congelato fino a quando non ci sarà un nuovo governo in carica, come ha piú volte pubblicamente ribadito il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri: la nomina del capo della polizia viene infatti decisa dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell’Interno ma è prassi che vi sia prima un ‘sondaggio’ con i partiti e con il Quirinale. Fin quando non sarà chiara la situazione politica e considerata anche la scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, dunque, non sarà presa una decisione definitiva. Anche perch‚, viene fatto notare, la legge assegna al vicario – in caso di impedimento del capo – tutte le funzioni necessarie per far funzionare al meglio la macchina della sicurezza. Il che significa che Alessandro Marangoni ha tutti i poteri per poter guidare la polizia in questa fase. E proprio il nome di Marangoni è tra i piú accreditati per la successione. L’ex questore di Milano, che ha assunto le funzioni di vicario dopo le dimissioni di Nicola Izzo per la vicenda del corvo, è innanzitutto gradito alla base, che vede come il fumo negli occhi la nomina di un prefetto di carriera. "La polizia si attende un capo proveniente dalle fila dei propri funzionari – dicono al Dipartimento – sarebbe una garanzia per tutti in un momento di crisi difficile come quello che stiamo attraversando. Una scelta diversa sarebbe destabilizzante e miope, abbiamo bisogno di continuità e serietà". Altro particolare, di non poco conto, è che sarebbe stato lo stesso Manganelli, nei colloqui con i suoi piú stretti collaboratori, ad avanzare il nome di Marangoni per la sua successione.
La partita è comunque ancora apertissima – proprio per via dello stallo istituzionale – e non è affatto escluso che possa spuntarla qualche prefetto. I nomi che circolano, ormai da tempo, sono sempre gli stessi: quello del capo di gabinetto del ministro Giuseppe Procaccini (che peró compirà 65 anni il prossimo anno), quello del capo dell’ufficio legislativo Bruno Frattasi, persona di assoluta fiducia del ministro Cancellieri, quello del vice di Gianni de Gennaro al Dis, Pasquale Piscitelli e quello dell’attuale capo del Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali Alessandro Pansa. A questi ne va aggiunto un altro, quello dell’attuale capo della Protezione Civile Franco Gabrielli: prefetto proveniente dai ranghi della Polizia (ha passato una vita nell’antiterrorismo) e nome apprezzato dal centrosinistra, che lo nominó nel 2006 alla guida del Sisde (l’attuale Aisi).
































Discussione su questo articolo