Prorogare la missione militare in Mali: a quattro mesi dall’inizio delle operazioni nel Paese africano, il governo del presidente francese, Francois Hollande, ha chiesto ad Assemblea nazionale e Senato di prorogare l’autorizzazione della missione ‘Serval’, secondo quanto stabilito dall’articolo 35-3 della Costituzione, che prevede il via libera dell’Aula per tutte le operazioni militari che superano i quattro mesi. Una richiesta che verra’ certamente approvata da deputati e senatori, scrive oggi la stampa transalpina, precisando che i risultati definitivi dovrebbero essere annunciati in serata. Anche se la destra all’opposizione continua ad interrogarsi sull’ ‘isolamento diplomatico della Francia’ e sull’ipotetico rischio di rimanere impantanati sul terreno, in uno scenario che e’ comunque molto diverso rispetto a quello dell’Afghanistan. ‘La Francia deve aiutare il Mali a guadagnare la pace’, ha detto il premier Jean-Marc Ayrault, chiedendo ufficialmente ai deputati l’autorizzazione di prorogare le operazioni, cominciate lo scorso 11 gennaio. ‘Alla fine dell’anno – ha assicurato il premier – solo un migliaio di soldati sara’ presente sul terreno’.
‘Voteremo certamente per una proroga del mandato militare, ma non vediamo una via d’uscita, ne’ diplomatica, ne’ politica’, ha detto da parte sua Pierre Lellouche, uno dei principali esponenti dell’Ump, il partito di centrodestra all’opposizione. Venerdi’, Hollande ha spiegato che ‘il ritiro della Francia sara’ progressivo e si fara’ in funzione della situazione, perche’ vogliamo assicurare che il terrorismo non torni piu’ in Mali’. ‘Cominciamo un ritiro che e’ legato alla situazione stessa del Mali – ha proseguito il presidente – Non appena avremo liberato l’insieme del territorio, messo in sicurezza tutte le citta’, non dovremo piu’ avere la stessa presenza’. Oltre 500 militari francesi sono gia’ tornati a casa, ha riferito oggi lo Stato maggiore dell’esercito, spiegando che attualmente il numero di soldati transalpini ancora presenti e’ di ‘poco inferiore ai 4.000 uomini’, contro i 4.500 iniziali. Se e’ riuscita ad eliminare i fondamentalisti islamici dal Nord del Mali, l’operazione, a cui partecipano anche i militari maliani, non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi. Tanto che nella regione di Gao, in contemporanea con l’inizio del ritiro francesi, le operazioni vanno ancora avanti, con l’obiettivo primario di ‘mettere in sicurezza’ le zone strappate ai fondamentalisti.
Un lavoro non facile. Secondo fonti militari africane, proprio ieri, un gruppo armato, il Movimento degli arabi dell’Azawad (MAA), e’ riuscito ad assumere il controllo della localita’ maliana di Ber, vicino Timbuctu, mentre un gruppo di touareg armati, membri del movimento islamico dell’Azawad (MIA), si sono riuniti a Kidal. Intanto, Parigi spera che la risoluzione sulla forza internazionale delle Nazioni Unite per il Mali (Minusma), venga adottata entro fine aprile, in modo da ritirare progressivamente i suoi uomini e consentire il dispiegamento dei Caschi Blu entro il primo luglio.
































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