Italiani nel mondo, plenaria CGIE su voto estero e rappresentanza

Seconda giornata di assemblea plenaria per il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, riunito alla Farnesina. Al centro dei lavori la questione che riguarda la rappresentanza degli italiani nel mondo. Claudio Micheloni, Pd, presidente del Comitato per gli italiani all’estero al Senato, intervenendo in plenaria ha detto: “Affermo la necessità dell’esistenza dei tre livelli di rappresentanza" per gli italiani all’estero, ma "non credo che basti appellarsi al principio di uguaglianza e cittadinanza per avere la garanzia dello status quo. E’ un dibattito aperto". E’ necessario, secondo Micheloni, "salvaguardare l’esercizio di voto" e, per questo motivo, in commissione sono stati ripresentati "quei punti su cui c’era stata l’unanimità per mettere in sicurezza il voto". Per quanto riguarda il voto per le elezioni europee, "confermo – ha detto Micheloni – che c’è una volontà seria della presidente Finocchiaro di trovare una via parlamentare rapida".

Marco Fedi, Pd, eletto all’estero e residente in Australia, nel suo intervento ha detto: “La discussione sulla rappresentanza deve essere ricollocata da dove è partita: dalle comunità. Il Cgie deve far partire la discussione tra gli stessi italiani all’estero. Bisogna ripartire dai temi centrali delle nostre comunità". Il deputato democratico ha poi espresso l’importanza di chiedere "al Parlamento di garantire il diritto di voto e se questa richiesta comporta la rinuncia alla circoscrizione Estero, si farà, pur di garantire la partecipazione al voto ai nostri connazionali all’estero".

Il consigliere Norberto Lombardi, sempre sul voto all’estero, ha affermato: "dal Senato è venuto un segnale da cogliere urgentemente, quello di una possibile revisione elettorale", “è costituzionalmente giusto che il voto sia messo in sicurezza" per eliminare "uno dei pretesti per abolirlo. Dobbiamo rivolgerci agli interlocutori per la messa a punto della riforma elettorale, ma il rapporto con il governo è stato inesistente" e per questo "dobbiamo spostare il confronto a livello di Presidenza del Consiglio per sapere qual è la posizione del governo su alcune questioni tra cui il diritto di cittadinanza".

"Soddisfazione per gli incontri con i rappresentanti di Camera e Senato" è stata espressa dal consigliere Augusto Sorriso durante la seconda giornata di lavori dell’assemblea generale del Cgie in corso alla Farnesina. "Credo che – ha aggiunto Sorriso – da questa assemblea dovrebbe uscire un documento che deve essere portato a conoscenza diretta delle istituzioni".