Polemiche, frecciate e battute al veleno. Il confronto tra Cateno De Luca e i parlamentari di Futuro Nazionale, il movimento fondato da Roberto Vannacci, si accende in piazza Montecitorio, a Roma. Al centro dello scontro c’è il nuovo posizionamento di Sud chiama Nord, che ha appena raggiunto un accordo con Fratelli d’Italia per partecipare alle prossime elezioni nell’ambito della coalizione di centrodestra.
De Luca si presenta davanti alle telecamere rivendicando il proprio ruolo e lanciando una sfida politica esplicita: «Sono io l’anti-Vannacci». Una dichiarazione che arriva mentre, a pochi metri di distanza, i parlamentari di Futuro Nazionale si preparano a un sit-in dedicato alla politica energetica e all’intesa tra Stati Uniti e Russia sul gasolio.
Due iniziative diverse, destinate però a incrociarsi sul terreno della competizione politica. E bastano pochi minuti perché la convivenza nella stessa piazza si trasformi in un botta e risposta.
De Luca attacca: «Questa si chiama ritirata strategica»
Il leader di Sud chiama Nord arriva per primo davanti al gruppo di giornalisti, accompagnato dalla presidente del movimento Laura Castelli e dal deputato Francesco Gallo. Alle sue spalle passano i parlamentari di Futuro Nazionale, tra cui Edoardo Ziello, Rossano Sasso e Laura Ravetto.
De Luca non perde l’occasione per ironizzare sulla scena: «Stanno già scappando», commenta sorridendo, definendo il movimento dei parlamentari una «ritirata strategica».
Poi affonda con una battuta rivolta direttamente a Vannacci: «Si candida alle primarie del campo largo così gli dà il colpo secco e diventa il campo largo».
Il sindaco di Taormina trasforma così l’incrocio casuale in una provocazione politica, rivendicando per il proprio movimento uno spazio nel centrodestra e cercando di distinguersi dal progetto dell’ex generale.
Ziello replica: «Ma chi si crede, il presidente della Repubblica?»
La tensione sale quando i parlamentari di Futuro Nazionale cercano di organizzare il proprio punto stampa e di esporre lo striscione con la scritta «Ora tocca all’Italia». La presenza di De Luca davanti alle telecamere, nella posizione più visibile della piazza, diventa motivo di irritazione.
«Ma chi si crede, il presidente della Repubblica?», sbotta Edoardo Ziello, capogruppo di Futuro Nazionale alla Camera, mentre i suoi colleghi aspettano il momento di intervenire.
A rincarare la dose è Rossano Sasso, che liquida De Luca con un giudizio netto: «Imbarazzante, non ha nulla di destra».
La replica di Ziello si sposta quindi sul piano politico e chiama in causa direttamente la presidente del Consiglio: «Evidentemente Meloni preferisce la Democrazia cristiana alla destra vera».
Parole che fotografano la distanza tra le due realtà e il confronto, tutt’altro che risolto, su identità, alleanze e rappresentanza del mondo conservatore.
«Al partito dei cazzari contrapponiamo il pragmatismo»
De Luca rivendica la propria impostazione e attacca senza mezzi termini gli avversari. «Siamo gli anti-vannacciani», afferma, contrapponendo «il partito del pragmatismo e della buona amministrazione» a quello che definisce il «partito dei cazzari».
Nella stessa giornata si registra anche la presenza di Manlio Messina, ex deputato di Fratelli d’Italia destinato a unirsi a Sud chiama Nord insieme a Luca Sbardella, secondo quanto riferito dalla cronaca dell’evento.
L’accordo con FdI rappresenta per De Luca un passaggio politico significativo: l’obiettivo è collocare il movimento dentro il perimetro del centrodestra, mentre Futuro Nazionale rivendica una propria identità e una diversa idea di destra.
La contrapposizione non riguarda soltanto i rapporti personali tra i protagonisti, ma anche la competizione per definire il profilo della coalizione e gli equilibri in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
L’ultimo incrocio al bar: una stretta di mano dopo le polemiche
La giornata si chiude con un episodio meno teso, ma comunque significativo. Terminati gli impegni in piazza, le due delegazioni si ritrovano casualmente nello stesso bar.
Laura Ravetto saluta De Luca con un semplice «Ciao Cateno». Poco dopo passa Rossano Sasso, che inizialmente sembra voler proseguire senza fermarsi. De Luca gli tende la mano e lo invita al saluto: «Che c’è di male?». Il parlamentare di Futuro Nazionale si ferma e risponde: «Ci mancherebbe, piacere».
Un breve scambio di cortesie dopo gli attacchi reciproci, che non cancella le distanze politiche emerse in piazza Montecitorio. La sfida tra De Luca e i vannacciani è appena entrata nel vivo e si intreccia con una questione più ampia: chi rappresenterà la destra e quali equilibri si formeranno nel centrodestra in vista delle prossime elezioni.





























