Italiani all’estero, plenaria CGIE: gli interventi di eletti all’estero e consiglieri

Tanti gli eletti all’estero presenti al primo giorno di assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, alla Farnesina. Fra questi, Alessio Tacconi, Movimento 5 Stelle, l’unico grillino eletto oltre confine: "E’ la prima volta che partecipo ad un assemblea plenaria e per me è un onore: è un piacere essere qui. Prima di tutto vorrei esprimere il mio apprezzamento per l’impegno e l’entusiasmo con cui vengono affrontate le tematiche legate ai cittadini italiani all’estero". "Il MoVimento 5 Stelle è vicino alle vostre istanze, siamo in linea con le vostre preoccupazioni: le vostre istanze sono le nostre e saranno porte avanti. Speriamo di ottenere dei risultati concreti per tutti gli italiani all’estero". La "vicinanza" di Tacconi, residente in Svizzera ed eletto nella ripartizione estera Europa, arriva su temi legati "alla partecipazione democratica degli italiani all’estero" e sulla promozione di "lingua e cultura" seppure – aggiunge Tacconi – "siamo all’opposizione".

Intervenuta in assemblea anche Francesca La Marca, Pd: “E’ stata una settimana di particolare importanza per l’incontro della rappresentanza degli italiani all’estero con il Parlamento e il governo. E per questo sento il dovere di ringraziarvi per questa iniziativa che ha permesso un confronto sulle questioni più rilevanti. E non siete venuti in Parlamento a presentare l’elenco della spesa", ma a raccontare "la situazione reale delle comunità all’estero. Assistendo all’incontro – ha aggiunto La Marca – mi sono convinta che chi parlerà di rappresentanza di italiana all’estero non potrà farlo pensando a tre istituzioni distinte, ma a un’unica rappresentanza compatta". Secondo la deputata democratica, eletta nel Nord e Centro America e residente in Canada, un punto sul quale continuare a insistere è "la priorità dei diritti di cittadinanza, la pienezza del voto e l’effettività dei loro diritti".

Secondo Gianni Farina, Pd, "occorre rieleggere nel più breve tempo possibile i Comites. E’ un atto di necessità e sensibilità democratica". Riguardo ai problemi legati agli italiani nel mondo Farina ha parlato di "sfide da vincere pur consapevoli delle difficoltà": "Gli iscritti all’Aire sono in continua crescita – ha sottolineato il deputato del Pd residente in Svizzera – è in questo campo che dobbiamo operare". "Gli ultimi due giorni sono stati importanti – ha concluso l’esponente del Pd facendo riferimento agli incontri tra la rappresentanza degli italiani all’ estero e il Parlamento – ma queste giornate non devono rimanere fini a se stesse".

Presente in Plenaria anche la deputata nazionale di Forza Italia, Elena Centemero, secondo cui la riforma della rappresentanza degli italiani all’estero dovrà essere valutata "anche alla luce di un’indagine conoscitiva con gli interventi dei costituzionalisti per comprendere quale sia la loro migliore collocazione". "Se il Senato delle regioni – aggiunge la deputata – avrà la funzione di occuparsi delle materie di competenza territoriale, bisognerà fare una riflessione molto seria. La rappresentanza degli italiani all’estero va vista anche nell’ottica di una riorganizzazione complessiva dello Stato: se si andrà verso l’abolizione delle province, togliendo l’ente intermedio, è ovvio che anche nella rappresentanza all’estero dovrà essere rivista nella sua complessità, cioè Comites, Cgie e parlamentari eletti all’estero". 

Luciano Neri, Pd, intervenendo al CGIE ha affermato: “Il governo ha fatto un’operazione lucida e scientifica portando il Cgie nel deserto e senza la borraccia dell’acqua. E oggi pretende di fare anche l’orazione funebre". Neri ha ringraziato “i senatori del Pd Micheloni, Turano e Giacobbe che sono riusciti a recuperare 5 milioni di euro" per gli italiani all’estero, ma i milioni previsti "dovevano essere 15". E non solo, aggiungiamo noi: quei 5 milioni sono destinati più alla “casta dell’emigrazione” che agli italiani nel mondo: ai connazionali indigenti, per esempio, vanno solo le briciole.

Il coordinatore Uim in Europa e membro del Cgie Dino Nardi: “E’ inconcepibile un dibattito tra sordi. Le nostre richieste vengono troppo spesso ignorate. Sembra che la parola ‘patronati’ sia diventata un tabù. Io credo, invece, che non si possa ignorare la presenza dei patronati italiani nel mondo che da 50 anni offrono servizi alle comunità. Ci sono dei Paesi che ci invidiano queste strutture", ha aggiunto Nardi riferendosi ancora ai patronati.

Fra i consiglieri intervenuti nel dibattito anche Gian Luigi Ferretti, Coordinatore del MAIE in Europa: “Sentiamo tanti ‘purtroppo’, troppi ‘purtroppo’, ha detto in riferimento, in particolare, alla relazione del governo fatta dal viceministro Archi. "Abbiamo fatto una bella cosa che ci è stata copiata – ha dichiarato Ferretti parlando della rappresentanza degli italiani nel mondo – ma ora vogliono tornare indietro". Secondo Ferretti, il "passo indietro" alla Camera e al Senato è "la moda del momento": quello che si propone è "una rappresentanza solo nel Senato delle Regioni, l’opposto di quello che ha fatto la Francia".