Scoppia nuovamente la rabbia a New Delhi e nel resto dell’India sull’emergenza stupri dopo il drammatico caso della bambina di cinque anni violentata e seviziata per due giorni da un vicino di casa che e’ stato arrestato. Nella capitale, centinaia di dimostranti hanno marciato sul quartiere generale della polizia e hanno cercato di sfondare le barriere di sicurezza. Ma non si e’ raggiunto il livello di violenza del dicembre scorso, quando lo stupro di ‘Nirbhaya’, la studentessa aggredita su un autobus e morta dopo nove giorni di agonia, fece esplodere il risentimento popolare.
Diversi gruppi femminili, partiti politici e scolaresche sono scesi in strada a Calcutta, Bophal, Ahmedabad e Patna, il capoluogo del Bihar, lo stato del nord dell’India da cui proviene il sospetto maniaco. Un nutrito gruppo di persone con cartelli, candele e fiori ha presidiato per tutto il giorno l’ospedale policlinico Aiims dove e’ stata ricoverata da ieri la bimba. Davanti a decine di telecamere, i manifestanti hanno esibito cartelli contro polizia accusata di inerzia e di incapacita’. Molti urlavano slogan contro il premier Manomohan Singh e la leader del Congresso Sonia Gandhi.
Gli investigatori di New Delhi sono riusciti a identificare l’uomo che affittava la ‘stanza degli orrori’ dove mercoledi’ sera e’ stata trovata la bambina in fin di vita. E’ un manovale di 25 anni di nome Manoj Kumar. Alla polizia ha raccontato che pensava fosse morta dopo aver infierito per due giorni sul suo corpicino e che era fuggito chiudendo la porta a chiave. E stato catturato nella notte in un villaggio del Bihar a casa di parenti.
La notizia dell’arresto in tempi record del sospetto stupratore, trasferito oggi nella capitale, non e’ servita a calmare la tensione. Fin dal mattino gruppi di giovani, affiliati ai principali partiti dell’opposizione e movimenti di difesa dei diritti umani, si sono radunati davanti alla sede principale della polizia di New Delhi chiedendo le dimissioni del commissario Neeraj Kumar. Ci sono stati disordini quando la folla ha tentato di sfondare una transenna. Solo nel pomeriggio e’ tornata la calma, ma alcuni giovani sono rimasti sul posto dove passeranno la notte. I dimostranti, con cartelli con la scritta ‘impicchiamolo’ hanno tentato di raggiungere la residenza del ministro degli Interni Sushilkumar Shinde, ma sono stati respinti dagli agenti. Ed e’ continuata la protesta al commissariato di Gandhi Nagar, il misero quartiere a est della capitale dove e’ avvenuto l’incidente.
I genitori accusano i poliziotti di non aver agito prontamente dopo la scomparsa denunciata lunedi’ e poi di aver offerto loro 2000 rupie (28 euro) per ottenere il loro silenzio quando la bambina e’ stata trovata in un sottoscala del palazzo dove abitava. Le proteste si sono estese anche davanti alla residenza di Sonia Gandhi, la presidente del partito di maggioranza del Congresso, che in serata si e’ recata all’ospedale.
La piccola paziente e’ curata da un team di otto specialisti e, secondo l’ultimo bollettino medico, le sue condizioni sono in via di miglioramento. E’ cosciente e ha parlato con i genitori. Ma nelle prossime settimane dovra’ essere sottoposta a un’operazione chirurgica per ricostruire i genitali. Per domani alcune associazioni femministe e gruppi della sinistra hanno organizzato un raduno al monumento di India Gate, il luogo simbolo della rivolta di dicembre.
































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