Dopo 4 anni (!) di discussioni, ricorsi e rinvii, il TAR del Piemonte ha finalmente deciso: annullate le elezioni regionali del 2010, tutto da rifare. Per serietà prima di commentare a fondo una sentenza vanno lette le motivazioni dei giudici – per ora ancora sconosciute – e speriamo siano frasi chiare e comprensibili con le quali si riuscirà (forse) a capire perché i giudici torinesi considerino nulli i 27.000 voti della lista “Pensionati per Cota” e non – per esempio – quelli della lista “Pensionati ed invalidi per Bresso”, liste che entrambe, si è poi accertato, raccolsero firme e candidature in modo scorretto, liste che peraltro furono al tempo accolte dalle commissioni elettorali competenti.
Se è indubbio che chi abbia truffato nella raccolta delle firme deve pagare duramente ed essere per sempre cacciato dal mondo politico, perché dei giudici possono però annullare ora il libero voto di quei cittadini che ovviamente non potevano sapere che la lista “Pensionati” fosse irregolare? Soprattutto non ci vegano a dire che chi votò “Pensionati per Cota” (e idem per la Bresso) non sapesse quale fosse il presidente prescelto con il suo voto. Quindi – se la volontà espressa dai cittadini-elettori è (o dovrebbe essere) sovrana – perché cancellare quei voti come se non esistessero? Al più si poteva e si dovrebbe doverosamente annullare l’elezione del consigliere eletto con quella lista “taroccata” (recuperando il primo seggio di un non eletto in un’altra lista collegata) ma non cancellare i voti per la presidenza, anche perché teoricamente il voto era disgiunto e chi ha votato “Pensionati per Cota” voleva indubbiamente votarlo come presidente.
Non sta in piedi anche il ragionamento (ma, ripeto, leggeremo la sentenza) che vengano poi cancellati i voti di una lista di centro-destra e non quelli della lista di sinistra perché i ricorsi contro di questa sarebbero stati presentati in ritardo. Ma come si poteva sapere “prima” che i giudici avrebbero “poi” buttato tutto all’aria con la prima lista? Sono obiezioni da cittadino semplice, sicuramente fior di giudici ed avvocati sosterranno giuridicamente il contrario, ma sta di fatto che i cittadini piemontesi hanno in maggioranza votato per Cota e una sentenza della Magistratura adesso ribalta ed annulla il risultato elettorale.
Questo – come in tanti casi di questi anni, guarda caso tutti politicamente a senso unico, “anti centro-destra”– non funziona perché allora sarebbero contemporaneamente da incriminare (facendo pagare i danni) quei Magistrati che 4 anni fa hanno accettato una lista elettorale “taroccata”! Se c’erano dei dubbi un controllo a campione sulle firme raccolte si poteva fare in via telematica, collegandosi con qualsiasi comune piemontese in pochi minuti! Mi auguro che alla fine non sia allora prevalsa una scelta pilatesca dei giudici in attesa di un probabile, ulteriore ricorso al Consiglio di Stato e quindi di fatto nel frattempo la probabile chiusura temporale della legislatura regionale, altrimenti almeno un pensierino che su queste scelte politico-giudiziarie incidano spesso anche le opinioni politiche dei singoli giudici mi sembra una evidente conseguenza dei fatti.
































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