I greci hanno detto no al piano dei creditori. Al referendum greco di domenica scorsa ha trionfato il no con il 61,31% dei voti contro il 38,69% dei sì. Angela Merkel è su tutte le furie: certo, il voto del referendum greco "va rispettato", dice, ma il "no" che ha trionfato stasera e’ innanzitutto un dito puntato contro di lei. La cancelliera ha detto ai suoi di ritenere Alexis Tsipras responsabile di "una politica dura e ideologica", per poi sbottare: "Lascia andare il paese a occhi aperti contro un muro!". Non e’ il linguaggio a cui ha abituato elettori e partner in Europa la donna piu’ potente del mondo.
Esulta invece la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner per il trionfo del no in Grecia. L’esito del referendum rappresenta "una clamorosa vittoria per la democrazia e la dignità", ha twittato la Kirchner. "Il popolo greco ha detto no alle impossibili ed umilianti condizioni che sarebbero state imposte per la ristrutturazione del debito. Noi argentini sappiamo di cosa si tratta", ha aggiunto riferendosi al default dell 2002. "Speriamo che l’Europa e i suoi leader capiscano il messaggio", non si puo’ "costringere nessuno a firmare il proprio certificato di morte".
Il ministro delle Finanze più controverso al mondo è pronto alle dimissioni: "Portero’ con orgoglio il disgusto dei creditori", dice Yanis Varoufakis. "Subito dopo l’annuncio del risultato del referendum – racconta – mi e’ stato fatto capire che alcuni partecipanti all’Eurogruppo e alcuni partner avrebbero preferito una mia ‘assenza’ alla riunione; un’idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente d’aiuto per raggiungere un accordo. Per questo motivo mi dimetto oggi da ministro delle Finanze". Poi, aggiunge: "Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri".
"Fa bene Varoufakis a dimettersi – commenta il forzista Maurizio Gasparri -, vedremo se fa sul serio. Trattare con un personaggio simile e’ infatti inutile come lo e’ con Renzi, di fatto escluso dal vertice Germania-Francia perche’ non conta nulla".
La Commissione europea è "pronta a riprendere a lavorare" con le autorità greche, ma "non può negoziare un nuovo programma senza un mandato dell’Eurogruppo". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea con delega all’Euro, Valdis Dombrovskis. Il programma di salvataggio dell’Efsf è "scaduto" lo scorso 30 giugno e "la nuova richiesta per un programma dell’Esm è stata ricevuta, ma finora l’Eurogruppo non ha dato mandato alla Commissione di iniziare a negoziare".
L’ex premier Massimo D’Alema intanto commenta: "Ho grande rispetto per Schäuble, ma la politica che le forze conservatrici tedesche hanno determinato in Europa è sbagliata e ne vediamo i risultati in termini di lentezza della crescita europea, aumento del debito e della disoccupazione". "Credo – ha aggiunto – che esse abbiano condotto la Grecia sulla strada sbagliata e che si debba cambiarla. Ma non mi pare che i leader della sinistra europea sostengano con sufficiente energia la necessità di una svolta politica". "La via – ha proseguito – non è quella di nuovi tagli, la Grecia ne ha compiuti moltissimi. La via è quella di riforme che sostengano la competitività e la crescita. La crisi greca non nasce adesso, ma cinque anni fa. Abbiamo avuto cinque anni di cura europea che ha prodotto un aumento del debito rispetto al Pil, perché il Pil della Grecia è crollato. Questa cura l’abbiamo sperimentata, l’ammalato sta morendo, bisognerà cambiare terapia".
In un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo e firmato dall’ ‘ideologo’ del M5S, Aldo Giannuli, si legge: “Grande e’ stata la saggezza del popolo greco che, nonostante la serie di errori tattici di Tsipras, ha scelto massicciamente il No. Il peggio (la vittoria di Merkel e dei suoi servitori greci, italiani, francesi) e’ stato scongiurato". "Giusto godere di questo momento di vittoria, ma non e’ il caso di lasciarsi andare a facili entusiasmi: si e’ vinta una battaglia, ma la guerra continua".
Stefano Fassina, ex deputato Pd, in una intervista al Quotidiano Nazionale commenta i risultati del referendum in Grecia e si dice "felice": "Lo scolaretto modello di Angela Merkel, Matteo Renzi, dovrà ripensare un po’ le sue tattiche". "E’ stata una scelta consapevole di un popolo che ne sopporta di tutti i colori", "hanno capito che il memorandum proposto al governo di Alexis Tsipras avrebbe portato a più debito pubblico e più depressione economica. Insomma, a un suicidio", "a una sudditanza politica insopportabile", " i greci sono stati meravigliosi, coraggiosi e maturi". E aggiunge che "questo referendum ha confermato quanto andiamo dicendo dall’agosto del 2011, dalla famosa lettera della Bce. Un’Eurozona così liberista è insostenibile".
"Referendum #Grecia, da @matteorenzi nemmeno una parola. Perché secondo voi il ‘fenomeno’ ha smesso di twittare?".
































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