Quando si tratta di Silvio Berlusconi, non è solo la magistratura – a quanto pare – ad andare più veloce del solito. La Giunta per le Immunità del Senato ha notificato questa mattina al Cavaliere l’arrivo della sentenza di condanna a suo carico trasmessa dalla Procura di Milano. Da oggi, dunque, decorrono i 20 giorni che, a norma di regolamento (art.8), spettano alla difesa per presentare memorie, deduzioni o essere ascoltata. In Giunta si sottolinea con forza come ”non sia stato perso neanche un minuto di tempo” nell’avviare la procedura per la decadenza dal mandato di parlamentare del Cav e come si stia rispettando il regolamento alla lettera compatibilmente con il fatto che non esistono precedenti in materia.
Berlusconi e’ infatti il primo parlamentare ad essere condannato con sentenza passata in giudicato dall’entrata in vigore della legge Severino sull’anticorruzione.
I tempi nella seduta di ieri sono stati rapidi ed e’ stata rispettata la tabella di marcia proposta dal presidente Dario Stefano. Ma, fino all’ultimo, il rischio di uno slittamento e’ stato reale. Il relatore Andrea Augello (Pdl) aveva chiesto in un primo momento che venissero acquisiti tutti gli atti delle sentenze, a cominciare da quella di primo grado, prima di poter fare la relazione. Ma in Giunta si e’ riusciti a fare una vera e propria corsa contro il tempo facendo arrivare entro il pomeriggio di ieri tutti gli atti chiesti da Augello. Cosi’ il relatore, trascorsi i 20 giorni concessi alla difesa, dovra’ svolgere la sua relazione, fissata per il 9 settembre, avanzando una proposta che dovra’ essere accolta dagli altri commissari. In caso contrario (art.11), Augello dovra’ essere sostituito. Sempre a settembre dovra’ essere convocata una seduta pubblica della Giunta e si dovra’ arrivare ad un voto definitivo in Camera di Consiglio che poi potra’ essere accolto dall’Assemblea. Nel caso in cui almeno 20 senatori non concordino, questi potranno presentare un ordine del giorno sul quale ci si potra’ pronunciare con voto segreto.
VIA IL TITOLO DI CAVALIERE A BERLUSCONI Intanto l’intero gruppo parlamentare al Senato del Movimento 5 Stelle, con una mozione – primi firmatari Gianluca Castaldi ed il capogruppo Nicola Morra – chiedono che a Silvio Berlusconi venga tolto il titolo di Cavaliere. “Via il titolo di Cavaliere a Berlusconi. La condanna per frode fiscale confermata dalla Corte di Cassazione appare tale da rendere indegno, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 13 della legge 15 maggio 1986, n. 194 , il titolare della onorificenza dell’Ordine cavalleresco al merito del lavoro". La mozione "impegna il governo, ad attivare le procedure di revoca previste dalla Legge 15 maggio 1986, n. 194 con riferimento al conferimento dell’onorificenza di cavaliere del lavoro al Dottor Silvio Berlusconi".
































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