Come si può definire il vino italiano? Prezioso? No, è proprio di valore inestimabile. Ma non è un modo di dire, è soltanto la verità. E se tutto può andare all’asta ci va anche il vino pregiato, bottiglie uniche che nel giro di qualche anno hanno raggiunto punte impensabili. Recentemente a New York la Acker Merrall and Condit ha messo all’asta lotti di vino, bottiglie dal valore quasi inestimabile e alla fine, dopo l’ultimo colpo del martelletto, sono stati incassati 3,1 milioni di dollari, con il 94% degli articoli aggiudicati ai collezionisti, a chi fa del vino un nettare riservato a pochi, anzi pochissimi. Ma quei pochi, certo un gioco di parole, sono diventati molti a New York City: la sala dove si è tenuta l’asta infatti, era piena e c’è stata grande battaglia per aggiudicarsi quelle speciali bottiglie. "E` stato un bel modo per dare il via alle nostre aste del 2013 a New York – ha detto John Capon Ceo della Acker Merrall and Condit – la sala era piena, rumorosa, proprio come piace a noi". Tra le migliaia di bottiglie che solo a vederle facevano sognare i compratori, ancora una volta spiccano quelle italiane, oggetto dei desideri dei collezionisti, infatti pronte a essere venduti c’erano 1.105 lotti ‘made in Italy’ che non hanno avuto nessuna difficoltà a trovare un compratore, raggiungendo in alcuni casi cifre da capogiro, si perchè a volte ci si può ubriacare solo a guardarla una bottiglia di vino. Sicuramente non è il caso dei collezionisti che si sono radunati per l’asta della Acker Merrall and Condit, ma chi non è abituato sicuramente un piccolo giramento di testa può averlo ammirando un Barolo Conterno o una bottiglia della tenuta Ornellaia. Ecco allora che non appena sono spuntate le bottiglie italiane l’asta ha raggiunto il suo momento di massimo fulgore. I prezzi? Un lotto di nove bottiglie firmate Gaja,
cantina delle Langhe, conosciuta mondialmente soprattutto per i suoi Barolo e i Barbaresco, ha subito messo effervescenza, nonostante il vino in questione sia fermo…
Allora dicevamo nove bottiglie, preziosissime, finite al miglior offerente che ha lasciato sul tavolo 30.259 dollari, come dire 3.362 dollari per ogni bottiglia. E con il dubbio, anzi la domanda: finiranno mai su una tavola quelle bottiglie… ecco che l’asta è andata avanti raggiungendo vette ancora più elevate. Un lotto di sette Barolo di Giacomo Conterno, azienda vinicola che si trova in località Ornati a Monforte d’Alba, in Piemonte ovviamente, è stato venduto per 28.413 dollari, cioè 4.059 dollari a bottiglia, mentre sette ‘gioielli’ Ornellaia, cantina che si trova a Bulgheri, in Toscana, hanno raggiunto i 28.659 dollari. Il Sassicaia, vino pregiatissimo, uno dei più costosi in Italia, che si può produrre solo nella provincia di Livorno, ha raggiunto i 26.445 per sei bottiglie, vale a dire oltre 4.400 dollari a bottiglia. La storia del Sassicaia è recente, risale al 1944, in quell’anno infatti fu prodotto per la prima volta dal marchese Mario Incisa della Rocchetta (fondatore della celeberrima scuderia Dormello Olgiata) ma poi commercializzato soltanto a partire dal 1968. Poi ecco ancora le bottiglie magnum Barolo Mascarello, annate 1952, 1971, 1986 e 1988, quattro ‘pezzi’ che hanno raggiunto i 7.995 dollari. Il trionfo dei vini italiani, che stanno dominando la scena su tutti i fronti, in modo particolare nel Nord America (le esportazioni in Canada, solo per fare un esempio, stanno mettendosi alle spalle anche i colleghi francesi), ha oscurato le perfomance delle altre cantine, anche se da sottolineare, c’è stata la grande prova di tre bottiglie del 2010 targate Musigny Roumier che sono state aggiudicate per 15.990 dollari, le uniche, non italiane, capaci di ritagliarsi uno spazio nella ‘prima pagina’ dell’asta che si è svolta a New York City. Altri grandi nomi però hanno un po’ deluso le aspettative: infatti, e forse è stato l’esempio più eclatante, tre bottiglie di Romanée-Conti Grand Cru, stimate dai 24 ai 32.000 dollari, si sono fermate a quota 27.060, che pur rimanendo un prezzo da far rimanere a bocca aperta (9.000 a bottiglia) non hanno superato i 10.000 dollari, come ci si aspettava, ma comunque hanno stabilito il record per l’asta. E se italiani e francesi hanno monopolizzato la scena c’è stato un piccolo spazio per gli americani, sette bottiglie californiane Screaming Eagle hanno raggiunto i 12.300 dollari.
































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