Corrao (M5S): “La questione dei porti chiusi è solo spettacolo su cui lucrare in termini di consenso”

L’atteggiamento di Macron sui migranti è molto più rigoroso rispetto a quello di Salvini, eppure non mi sembra che qualcuno lo consideri un pericoloso nazista

Ignazio Corrao

Ignazio Corrao, europarlamentare del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla questione migranti. “In Europa abbiamo sempre ribadito che le frontiere italiane così come quelle greche e spagnole sono frontiere dell’UE –ha affermato Corrao-. Il problema è che nei tavoli UE si parla solo di rifugiati, di migranti non se ne parla neanche, nessuno Stato dell’UE li vuole. Il M5S ha votato contro la revisione di Dublino perché quel tipo di provvedimento secondo noi non era abbastanza ambizioso e non era risolutivo perché non prevedeva il ricollocamento automatico. Facendo un ragionamento da italiano, non voglio neanche dire che ha sbagliato il governo precedente che ha barattato la gestione dei migranti con maggiore flessibilità. Il tema è che l’UE vuole esternalizzare la gestione migratoria, questo però non è sostenibile. Il problema umanitario noi ce lo poniamo, se lo dovrebbero porre anche l’UE e l’Onu. Se dobbiamo aiutare i Paesi di partenza e transito bisogna creare condizioni di sicurezza, che in Libia in questo momento non ci sono. Il tema dei porti chiusi mi pare sia solo uno spettacolo su cui lucrare in termini di consenso, ma le persone continuano a sbarcare. Si fa assolutamente spettacolo, sembra che Salvini cerchi proprio lo scontro con le ong perché rappresenta un grande palcoscenico per lui e anche per chi si schiera dall’altra parte. Lo Stato ha diritto alla sovranità ed è giusto che organizzi le leggi sulla gestione dell’immigrazione. Se la capitana Rackete fosse andata a sfidare la Francia nel porto di Marsiglia credo che l’atteggiamento dei francesi sarebbe stato più compatto rispetto a quanto accaduto da noi. L’atteggiamento di Macron sui migranti è molto più rigoroso rispetto a quello di Salvini eppure non mi sembra che qualcuno lo consideri un pericoloso nazista. Scontro Salvini-Trenta? Alle volte c’è un corto circuito di comunicazione da parte dei ministeri. Ha fatto bene il premier Conte a convocarli. Sul tema immigrazione Salvini vuole sempre l’assoluta parola, perché la Lega ha sempre fatto dell’immigrazione il suo principale caposaldo di speculazione politica e certe volte Salvini va oltre le sue competenze, quantomeno dovrebbe coordinarsi coi ministri della Difesa e dei Trasporti, cosa che a volte non è avvenuta perché la voglia di intervenire è più forte di quella di risolvere i problemi. Questo palcoscenico sul Mediterraneo a lui interessa molto che ci sia, se non ci fosse sarebbe un problema per il consenso. Tria non ha detto nulla sull’incidente con la motovedetta della Guardia di finanza? Non mi sembra che Tria sia il tipo di ministro che faccia propaganda politica”.