A Piazza Affari si cade sempre in piedi. E il benservito e’ sempre ben retribuito, a volte anche al di la’ dei meriti. Anche quest’anno la classifica dei manager piu’ pagati e’ costellata di ‘esodati d’oro’, amministratori accompagnati all’uscio con una buonuscita milionaria. Una prassi che sopravvive nonostante la crisi e che fa il paio con maxi-bonus che moltiplicano i compensi fissi, spesso gia’ a sei zeri, degli amministratori delegati.
Lo stipendio piu’ ricco del 2012, sulla base delle relazioni sulle remunerazioni depositate finora dalle principali societa’ del Ftse Mib, spetta a Giovanni Perissinotto, ex ad delle Generali, licenziato dai suoi azionisti con 11,6 milioni, di cui 10,6 come buonuscita. Dietro di lui Michele Norsa, ad di Ferragamo, destinatario di 9,4 milioni grazie a un maxi-bonus da 8,6 milioni. Sei milioni di buonuscita permettono all’ex ad di Impregilo, Alberto Rubegni, ‘tagliato’ dopo che i Salini hanno preso il controllo del gruppo, di eguagliare i 7,4 milioni dell’ad di Fiat e Fiat Industrial, Sergio Marchionne (3,6 milioni a titolo di bonus).
Scorrendo la classifica si incontrano altri due ‘esodati’ di lusso, Francesco Gori, ex dg di Pirelli Tyre (7 milioni con 5,9 milioni di buonuscita), e Pietro Franco Tali, ex ad di Saipem, dimessosi a dicembre a causa dell’indagine sulle tangenti in Algeria. Oltre alla buonuscita, i 6,95 milioni includono un bonus di 2,28 milioni scampato al profit warning emesso dalla societa’ due mesi dopo il divorzio. L’ad della controllante Eni, Paolo Scaroni, indagato per la medesima vicenda, ha visto lo stipendio salire a 6,4 milioni (quasi 5 milioni di bonus), staccando l’ad dell’Enel, Fulvio Conti, i cui compensi sono scesi a 4 milioni (con bonus di 2,5 milioni).
Brilla sempre la stella del presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, 5,5 milioni per la sola presidenza di Ferrari (siede in altri 8 cda) mentre 800 milioni di perdite non hanno impedito all’ex dg di Fonsai, Piergiorgio Peluso, di approdare a Telecom con un assegno da 5 milioni in tasca. Dalla top ten, chiusa da Andrea Guerra, ad di Luxottica, che grazie a un bilancio record ha percepito 4,34 milioni, scompaiono i banchieri, pressati da Bankitalia alla moderazione salariale.
Il piu’ pagato, se si includono i bonus differiti, e’ Cucchiani con 4,45 milioni (3 milioni incassati nel 2012).
Seguono due ‘esodati’: Kallol Karl Guha, ex chief risk officer di Unicredit, con 4,18 milioni ed Enzo Chiesa, ex dg della Bpm e indagato a Milano per vari reati, con 2,7 milioni. Dietro di loro Alberto Nagel, ad di Mediobanca, con 2,4 milioni. La crisi del settore, segnato da migliaia di esuberi, ha suggerito tagli piu’ incisivi: come quello, applaudito dai sindacati, del top management di Unicredit, che ha rinunciato ai bonus (ridotti al 50% per altri 115 manager), e di Mps, con il presidente Alessandro Profumo che si’ e’ accontentato di 62 mila euro.
Nonostante i milioni non manchino neppure quest’anno, Piazza Affari e’ stata capace di ben altri acuti: irraggiungibile per ora la buonuscita di Cesare Romiti da Fiat (101 milioni), val la pena di ricordare gli addii di Profumo (40 milioni da Unicredit), di Matteo Arpe (37,4 milioni da Capitalia) e Cesare Geronzi (20 milioni da Capitalia e 17 da Generali) ma anche le stock grant di Marchionne a inizio 2012 (50 milioni) e i bonus di Marco Tronchetti Provera in Pirelli lo scorso anno (18,6 milioni).
































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