Centrodestra, federazione o partito unico? Salvini gela Berlusconi: “Nessuna fusione”

Per il Matteo padano, che dice di sentire Berlusconi quotidianamente, “un centrodestra unito e compatto è un valore aggiunto per noi, per Draghi e per il Paese". E ancora: ''Io mi accontento di unire il centrodestra e farlo parlare con una voce unica''. Magari con gruppi parlamentari uniti e un solo portavoce

Silvio Berlusconi e Matteo Salvini

Partito unico del centrodestra? No, grazie. Matteo Salvini risponde picche a Silvio Berlusconi: una federazione sì, ma non è una fusione. ”I partiti unici non si fondano dalla sera alla mattina…”, sottolinea il capo delle camicie verdi.

L’idea di Berlusconi è quella di un unico rassemblement a destra, dalla Lega a Fdi all’Udc, con una sola esclusione: ‘Coraggio Italia’ di Luigi Brugnaro che gli ha portato via 12 azzurri. Ma Salvini non ci vuol sentire da questo orecchio e rilancia la federazione, che forse gli risulta un progetto più facile da far ‘digerire’ ai suoi: ”Nei fatti la federazione di centrodestra è prima fuori che dentro il palazzo…”.

Per il Matteo padano, che dice di sentire Berlusconi quotidianamente, “un centrodestra unito e compatto è un valore aggiunto per noi, per Draghi e per il Paese”. E ancora: ”Io mi accontento di unire il centrodestra e farlo parlare con una voce unica”. Magari con gruppi parlamentari uniti e un solo portavoce.

Il segretario della Lega e il presidente di Fi avranno modo di chiarirsi, raccontano, quando sarà chiuso una volta per tutte il dossier delle candidature alle amministrative: ovvero la prossima settimana.

Al momento, solo l’Udc di Lorenzo Cesa e Noi per l’Italia di Maurizio Lupi hanno detto di essere a favore di un patto federativo tra i partiti che sostengono Draghi. Forza Italia resta divisa, con il ministro Mariastella Gelmini, capofila insieme a Mara Carfagna dell’ala moderata azzurra, che oggi ribadisce tutte le sue perplessità sulla proposta: ”La federazione non mi ha mai convinto, credo di più in un’alleanza forte del centrodestra che però deve rimanere plurale”.

Un ‘no’ secco al partito unico arriva anche da ‘Coraggio Italia’: “Siamo saldamente nel centrodestra, ma non parteciperemo al minestrone del tutti dentro. No alla federazione ed un no ancor più deciso al progetto del partito unico. Sì, invece, ad un centrodestra plurale che collabori lealmente ed in modo costruttivo nell’interesse del Paese, mantenendo e salvaguardando l’identità delle anime che lo compongono”.

Tajani, Salvini federatore? C’e’ Berlusconi

“Salvini federatore? A me pare che Berlusconi sia un grande federatore. Noi abbiamo un grande rispetto per Salvini e’ un leader di un movimento politico importante come la Lega e Giorgia Meloni e’ leader di un partito importante. Berlusconi e’ stato e sara’ sempre un grande federatore con una grande visione”. Cosi’ il coordinatore nazionale e vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani conversando con i giornalisti a Bruxelles che gli chiedevano se Salvini fosse un degno erede di Berlusconi. “Noi andiamo avanti per la nostra strada forti di quello che rappresenta Forza Italia nel nostro paese – ha aggiunto Tajani – continueremo a batterci sul territorio anche per la legalità”.

BIANCOFIORE AVVERTE BERLUSCONI: “PER STUPIDITA’ ALTRUI PERDI 24 VOTI PER COLLE…”

”Ci vuole coraggio a chiamare traditori persone come me, che hanno fondato Forza Italia e aderito a ‘Coraggio Italia’ proprio perchè la classe dirigente del partito azzurro è venuta meno a tutti i principi e i valori fondanti del più grande partito liberal-democratico che l’Italia abbia mai avuto…”. La deputata Michaela Biancofiore, L’ex azzurra ce l’ha con alcuni retroscena apparsi sulla stampa e se la prende con l’inner circle del Cav, mettendo in guardia il leader di Fi: ”Il presidente Berlusconi farebbe bene a consigliare il silenzio ai suoi sedicenti ‘portacroci’…”.

“Non vorrei -avverte Biancofiore all’Adnkronos- che, per stupidità altrui, ad una sua potenziale investitura da capo dello Stato venissero meno i 24-30 voti dei parlamentari di ‘Coraggio Italia’… E’ già successo nel 2013 quando, per non ascoltare chi conosceva bene i territori e le molteplici peculiarità italiane, Berlusconi non è diventato presidente del Consiglio per soli 24mila voti…”.