Buenos Aires come altre città dalle caratteristiche simili può esibire contrasti, virtù e difetti, ma ha la singolarità di emanare una atmosfera incantata, magnetica, che seduce e si impossessa dei visitatori o di chi, come nel caso di questo cronista e di migliaia di connazionali immigrati, provenienti da tante cittadine e paesetti italiani, vi si stabilisce. (…)
Negli ultimi tempi la città è stata testimone di un evento curioso e forse inedito, la presenza quasi monopolista di un gruppo di diplomatici e funzionari “napoletani doc”. A cominciare dalla dinamica Ambasciatrice Teresa Castaldo, prima donna ad occupare la sede di avenida del Libertador e Billinghurst; il Console generale Riccardo Smimmo, responsabile della sede consolare italiana più numerosa al mondo ed anche il suo braccio destro, Console Gianluca Guerriero, e la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Maria Mazza. Sono tra i più conosciuti nella collettività.
Si tratta di una circostanza singolare che in un certo senso ci stimola a rendere un dovuto omaggio a Napoli e ai suoi figli che contribuirono grandemente a costruire l’argentina praticamente in ogni campo.(…)
Le sfide sono tante per il gruppo partenopeo, specialmente per il numero crescente di cittadini italiani che di giorno in giorno vengono registrati all’anagrafe e per il rinnovato clima di amicizia fra l’Italia e l’Argentina che fa sì che la loro attività sia impegnativa e crescente. Certamente dovranno far ricorso alle tradizionali qualità dei napoletani: intelligenza, simpatia, gentilezza, passione e una buona dose di fantasia, per fare di questo periodo dei rapporti bilaterali e della presenza italiana in Argentina uno dei più brillanti di ogni tempo.
































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