Fino a pochi mesi fa sembrava che l’unico male dell’Italia, almeno così sostenevano gli akkulturati, fosse Silvio Berlusconi definito corruttore a tutto campo, uomo di malaffare e dedito allo sfruttamento della prostituzione. Da come certi partiti, la stampa a loro asservita, conduttori televisivi senza scrupoli e senza morale e una frangia della magistratura avevano descritto il leader del centro destra sembrava proprio che con la sua eliminazione sarebbero tornati il boom economico, la serietà e serenità in politica, la moralità e le prospettive economico-sociali sarebbero state sempre più rosee. Ebbene, da profano del mondo politico, mi sembra che dopo la decisione, con tanto di "democratica truffa", della decadenza di Berlusconi da senatore, non solo l’Italia non è stata resa immune dai mali di cui era stato incolpato l’uomo di Arcore, ma la sinistra – orfana dell’unica idea che aveva e che la teneva unita, cioè l’antiberlusconismo – è stata gettata nel caos.
Le recenti ed attuali brutte figure del governo che al mattino promette una cosa per poi modificarla a mezzodì e cambiarla radicalmente sul far della sera, ne sono la cartina di tornasole, e le mortificazioni in politica internazionale sono la riprova. Per quanto concerne gli altri mali non solo non sono stati eliminati, ma sembra che essi siano bene attecchiti in coloro che abusivamente ed a sproposito si ritengono "i migliori".
In assenza di idee vogliono rimpiazzare l’antiberlusconismo con l’anticasa e, pertanto, danno sfogo a quell’indecoroso susseguirsi di tasse su questo bene, la casa, che è l’unico che viene tassato già prima di averlo (vds. licenza edilizia). La sinistra, ligia all’idea che la proprietà è un male da estirpare, tassa quello che è il bersaglio più facile, poichè visibile e facile da accertare, ma l’ottusità le impedisce di valutare tutte le ricadute negative che ne derivano, ad iniziare dall’aumento degli affitti e dalla diminuzione delle costruzioni con tutte le conseguenze che solo chi ha il paraocchi non riesce a valutare.
In questo caos di proposte su proposte, annunci, smentite e di malumori sempre più crescenti, viene da chiedersi cosa faccia Napolitano. Prima ci ha regalato il governo Monti, poi quello di Letta che possono essere annoverati come i più insulsi della nostra storia repubblicana ed entrambi marchiati dalla becera figura sul caso dei due Marò. Il governo Letta, non soddisfatto delle continue pagliacciate, ci ha voluto far vergognare anche sul caso delle adozioni in Congo. In questo marasma indegno per un paese civile Napolitano cosa fa? Che stia pensando di andare a casa? Speriamo, poichè dopo quasi 8 anni di imparzialità alquanto discutibile e con uscite di campo clamorose sarebbe sicuramente l’unica mossa giusta.
































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