Assessore FI con pistola in Consiglio Veneto, polemiche

La giacca ‘svolazza’ e spunta una pistola, pare una 38 special, bella cromata e con impugnatura in legno, infilata alla cintura dei pantaloni. A portarla con se’ l’assessore ai Servizi sociali del Veneto, Remo Sernagiotto, mentre era all’interno di Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale. Un particolare, quello del luogo, cui l’assessore aderente al neo gruppo di Forza Italia non ha dato tanto peso, ma che ha fatto scatenare una polemica bipartisan sull’ opportunita’ di entrare in una sede istituzionale con un’arma. Al punto che il capogruppo del Pd, Lucio Tiozzo, non ha escluso di arrivare alla richiesta di installare per tutti consiglieri dei metal detector all’ingresso. "Che ho la pistola lo sanno tutti, cosi’ come tutti sanno che non l’ho mai usata", ha commentato Sernagiotto spiegando che l’arma ce l’ha da 30 anni. Da quando, come imprenditore, aveva subito una serie di furti e si era dotato di regolare porto d’armi. Poi l’ha ‘portata a spasso’ anche quando e’ passato alla politica.

"Ieri ero in Consiglio regionale – ha spiegato – e l’ho lasciata in una scrivania. Al momento di andarmene l’ho messa alla cintola come faccio di solito e la scelta di essere armato proprio ieri era dettata dal fatto che stavo per andare ad un incontro che sarebbe finito, nella notte, in una piccola localita’ tra il veronese ed il vicentino". "Quando mi muovo – ha aggiunto – vado sempre da solo con la mia Mini rossa per evitare di incidere sulle spese della Regione, e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati. Non sarei mai in grado di sparare ad una persona ma se fosse necessario con due colpi in aria eviterei il peggio".

Un’arma che, assicura Sernagiotto, non e’ mai stata usata in poligono ma al massimo qualche colpo nel bosco per evitare la ruggine. Le parole dell’assessore non sono servite a placare gli animi e il Presidente del Consiglio veneto Clodovaldo Ruffato ha tuonato: "non deve piu’ succedere. Daro’ disposizioni perche’ nessuno possa piu’ entrare con qualsiasi tipo di armi in Consiglio Regionale. Confido nel buon senso e nella maturita’ dei consiglieri". Poi, ironico, ha aggiunto: "in Giunta non so se ha bisogno di protezione, qui in Consiglio sicuramente no".

La strada dell’ironia e’ stata seguita anche dall’assessore al Bilancio, Roberto Ciambetti: "non vorrei che in qualche discussione di giunta facesse pesare argomenti extra amministrativi…". Ironia che invece non ha sfiorato il Pd con il capogruppo Tiozzo: "non e’ ammissibile entrare in Consiglio regionale con delle armi". Per il leghista Daniele Stival andare in giro con la pistola e’ "comprensibile", ma "in Consiglio no". Per Stefano Peraro (Udc), che ha appena avuto il garage svaligiato, essere andati in Consiglio regionale con una pistola "e’ da fuori di senno". Anche Dario Bond, capogruppo Pdl-Ncd, ha stigmatizzato l’accaduto: "e’ un assessore ai servizi sociali, l’assessore del bacio, del disabile, di chi ha bisogno. E l’assessore ai servizi sociali non puo’ essere l’assessore del ‘bacio armato’". A titolo di cronaca anni fa a Palazzo Ferro Fini, pare dopo un episodio di minaccia, si era gia’ parlato di installare metal detector per la sicurezza. A Palazzo Balbi, sede della giunta dove lavora Sernagiotto, il sistema invece c’e’ gia’ ed e’ funzionante.