Arriva il giorno di Lucio. Oggi, 4 marzo, Lucio Dalla avrebbe compiuto 70 anni, una data segnata nell’agenda della nostra memoria per il titolo di una sua indimenticabile canzone. Ma un anno fa, era il 1 marzo, il cantautore bolognese è scomparso all’improvviso lasciando davvero un vuoto incolmabile nei suoi fan, nel mondo della musica e soprattutto nella sua città, Bologna. Così in quel tempo magico che è Piazza Maggiore, la famosa “Piazza Grande” di un altro brano cantato da mezzo mondo, a pochi passa dalla casa dove abitava, Dalla sarà ricordato oggi 4 marzo con il megaconcerto, a ingresso libero, che verrà trasmesso in diretta su Rai Uno. La serata, intitolata semplicemente “4 Marzo Lucio Dalla”, vedrà riunito il gotha della musica italiana, chiamato a raccolta dall’organizzatore Bibi Ballandi e da Bruno Sconocchia, manager storico dell’artista: Gianni Morandi, Andrea Bocelli, Samuele Bersani, Fiorella Mannoia, gli Stadio, Zucchero Fornaciari, Ornella Vanoni, Pino Daniele, Gigi D’Alessio, Mario Biondi, Renato Zero, Chiara, Marco Mengoni, il gruppo dei Negramaro, gli esordienti dell’ultimo Festival di Sanremo come Paolo Simoni, il Cile, Marta sui Tubi e Antonio Maggio. Con loro anche le voci che Lucio ha scoperto, come Luca Carboni in passato o Pier Davide Carone in tempi più recenti. Il comico Paolo Rossi terrà la file tra una canzone e l’altra.
Un cast eterogeneo, più televisivo che musicale, lo star system della musica italiana, che metterà insieme un cantante lirico come Andrea Boccelli, che probabilmente canterà “Caruso”, il vincitore di Sanremo Marco Mengoni, che con Dalla aveva registrato la canzone “Meri Luis”, la spalla dei suoi concerti, cioè il gruppo degli Stadio di Curreri. Non si sa, invece, quale sarà l’omaggio di Renato Zero. Si dice che stia lavorando a un inedito da dedicare all’amico che lo volle sul palco del concerto per Bologna, città della musica Unesco nel 2006. E il modello a cui si ispira la serata di oggi sarà proprio adottato anche in questa occasione: “Il concerto – spiega Sconocchia – sarà a ingresso libero, senza sedie e senza posti riservati. Il palco darà le spalle a Palazzo d’Accursio, mentre ci saranno alcuni megafoni e schermi laterali”. Sul palco anche Marco Alemanno, il compagno di vita di Lucio Dalla, al centro di una complicata vicenda ereditaria poiché l’assenza di un testamento lo ha privato di ogni bene del cantautore, persino l’abitazione che condividevano in via D’Azeglio. E proprio i commercianti della strada in cui Dalla abitava hanno promosso una serie di iniziative sino a lunedì. La stessa strada accoglie ogni giorno alle 18 le canzoni di Dalla, 50 brani del suo vasto repertorio.
L’associazione Ufo, che riunisce i fotografi della città, ha pubblicato un commovente libro per immagini dal titolo “Indimenticabile Lucio”. Alcune di queste sono visibili nelle vetrine dei negozi della arteria pedonale di via D’Azeglio. Una serie di spettacoli e il cortometraggio di Vito Palmieri , “Anna Bello Sguardo”, sono in cartellone al Teatro Navile, frequentato quotidianamente dal cantautore bolognese. Inoltre sarà pubblicato proprio il 4 marzo un brano storico di Domenico Modugno, “Notte di luna calante”, che Dalla registrò e mai pubblicò nel 1997. Un vinile che Editions Ermitage lancerà in una tiratura limitata di sole mille copie, dunque una rarità adatta all’evento. Tutta la città ne parla, verrebbe da dire. Ma Lucio Dalla, occhialini tondi e cappellino, era una presenza fissa nel centro di Bologna. Scordarlo non è facile, lui così radicato nelle abitudini urbane, la partita di pallacanestro della Virtus, i match del Bologna allo stadio, le osterie, i locali, le passeggiate sotto i portici e poi la sua Piazza Grande, magico scenario di incontri e discussioni, di svolte politiche e sociali, dai comizi di Berlinguer a quelli di Grillo, dalle manifestazioni del ’68 a quelle del ’77.
Quel mondo rivive ora nel libro che Marco Alemanno ha dedicato al suo compagno, “Dalla Luce alla notte”, edito da Bompiani. “Questo libro – racconta Alemanno – lo ho scritto per i suoi fan, per fargli conoscere un Lucio inedito”. Marco ricorda ancora perfettamente la prima volta che vide il suo idolo: “Era il 1997, scendevo dall’autobus e fu un primo incontro distratto”. Poi dal 2003 sono stati sempre insieme. La copertina del libro è una foto di Marco: Dalla davanti all’ultimo tramonto visto in quella Montreux, da cui non sarebbe più tornato. “Non c’è polemica in quanto ho scritto e detto in questo giorni – ribadisce Alemanno – ma faccio appello ai parenti perché Lucio sia cremato e restituito al mare delle Tremiti. Amava Bologna, ma questo era il suo desiderio”. Il libro lo ha scritto in quattro mesi e mezzo, chiuso dentro il dolore. “Lucio, un anno dopo la morte” è solo un momento del ricordo. Sono giorni strani, questi, perché ancora tutti si aspettano di vederlo spuntare dietro una colonna o nella piazza. Sentire la sua voce amplificata dagli altoparlanti o sentire le sue canzone cantate da altri ci fa capire quanto Lucio dalla sia ancora nel cuore e nella testa dei bolognesi e degli italiani.
































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