Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, punta “alla imprenditorialità della simpatia” per crescere oltre confine e valorizzare ancor di più il proprio newtwork. In audizione al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, istituito presso la Commissione Esteri della Camera, Riccardi spiega: "I comitati esteri della Dante nascono per assecondare la nostalgia degli emigranti per l’Italia, ma c’è anche un mondo di simpatia per l’Italia, anche da parte di gente non italiana che si avvicina per partecipare del gusto e del mondo italiano".
La Dante vuole puntare proprio su questo, oltre che sull’insegnamento della lingua. "E’ centrale, anche se non esclusivo nelle iniziative della Dante: puntiamo a un insegnamento di qualità. Siamo in un forte momento di ripensamento, anche difficile, in cui dobbiamo porre il governo di fronte alla scelta se investire sulla Dante Alighieri: stiamo lavorando per una qualificazione dell’attività didattica, del processo di certificazione dell’insegnamento che abbiamo definito Plida".
I soldi per lavorare bene però scarseggiano: "Fino al 2008 ricevevamo 1,7 milioni l’anno, ora siamo tornati a 600 mila euro ed è già qualcosa”. Poi insiste: “Bisogna investire sulla rete della Dante per qualificare l’insegnamento della lingua, che deve essere di qualità per evitare che gli utenti passino all’inglese o al francese, e per far sì che la rete possa svolgere attività per favorire l’estroversione della cultura italiana all’estero, senza rischiare che diventi una rete centrifuga".
































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