Il deputato Matteo dall’Osso (M5S) ha presentato lo scorso 14 luglio al ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e al ministro del Lavoro e delle politiche sociali un’interrogazione in tema di emigrazione, sottolineando che "nel 2015 i giovani italiani escono dalle università con un’ottima preparazione ma, paradossalmente, il dato emerge inequivocabile dai ‘cervelli italiani’ fuggiti all’estero che ilGiornale.it ha interpellato nelle ultime settimane. Tutti sono d’accordo su un punto: la formazione che hanno ricevuto è buona e non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi, anzi spesso è vero il contrario, nel senso che avvertono una certa superiorità (culturale) di partenza; un altro aspetto che emerge in modo netto è questo: l’Italia non sa o non riesce a valorizzare i propri talenti”.
“Però sentirselo ricordare dai migliori giovani connazionali che, una volta arrivati all’estero, trovano tutt’altra musica (un sistema dove il merito – e solo quello – premia le persone) lascia capire quanta strada debba ancora fare il nostro Paese prima di potersi dire ‘normale’; accanto all’emigrazione per ‘fame’ e disperazione che sta riprendendo piede in molte regioni italiane a causa della crisi mondiale c`è quella di chi cerca, all’estero, una piena affermazione di sé, una valorizzazione, umana e professionale, che stenta a trovare in Italia. E se una volta i connazionali emigravano per poter stare meglio, andando a fare i lavori più umili in giro per il mondo, oggi si esportano anche ‘cervelli’, persone ben preparate e colte, in grado di fornire un valore aggiunto importante ai Paesi che i accolgono e li integrano; persone il cui merito viene riconosciuto e valorizzato”.
“In molti casi il cosiddetto ‘ascensore sociale’ si concretizza partendo da un volo aereo: quello usato per trasferirsi in un altro Paese".
Il deputato chiede quindi "se il Governo sia a conoscenza dei numeri aggiornati degli italiani emigrati per lavoro negli ultimi 5 anni di età compresa tra i 18 ed i 40 anni e che non siano necessariamente iscritti all’Aire; se sia intenzione del Governo porre in essere tutte le politiche tese a garantire un eventuale rientro dei ‘cervelli’ in fuga; se il Governo abbia contattato o in caso contrario, abbia intenzione di contattare in tempi brevi, le associazioni dei corregionali e connazionali all’estero, solitamente strutturate su base regionale, al fine di incentivare politiche di collaborazione con quelle che sono definite le eccellenze italiane nel mondo".
































Discussione su questo articolo