Il caso delle migliaia e migliaia di schede votate dagli italiani residenti in Sud Africa e bloccate nel Paese a causa di uno sciopero delle Poste locali, arriva fino ai vertici delle istituzioni.
A sollevare interrogativi e dubbi, a sollecitare risposte adeguate, sono stati in queste ore diversi esponenti politici, in particolare i candidati del PdL in quella ripartizione elettorale.
Oggi si è fatto sentire anche il segretario del PdL, Angelino Alfano, che in una nota a voluto chiedere “formalmente”, al Governo e al Ministro dell’Interno Cancellieri, “a quale sorte andra’ incontro il voto regolarmente espresso” da parte di migliaia di elettori (oltre 20mila connazionali). "Attendo un riscontro dal Ministro dell’Interno che chiarisca come intenda fare fronte a questa situazione di emergenza – ha concluso Alfano -. Altrimenti, il Governo si assumera’ una gravissima responsabilità”.
Ma la legge 459 del 2001 parla chiaro e non ammette deroghe: "I responsabili degli uffici consolari inviano, senza ritardo, all’ufficio centrale per la circoscrizione Estero le buste comunque pervenute non oltre le ore 16, ora locale, del giovedi’ antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia. Le buste sono inviate con una spedizione unica, per via aerea e con valigia diplomatica. I responsabili degli uffici consolari provvedono, dopo l’invio dei plichi in Italia, all’immediato incenerimento delle schede pervenute dopo la scadenza del termine delle ore 16 del giovedi’ antecedente le elezioni. Di tali operazioni viene redatto apposito verbale".
Dunque i cittadini italiani residenti in Sudafrica, penalizzati da uno sciopero del servizio postale, non hanno alcuna speranza di vedere riconosciuto il loro voto, se esso e’ giunto all’Ufficio consolare oltre le ore 16 (ora locale) di ieri. Questo vale per il Sudafrica e per il resto del mondo.
































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