Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, è tornato a commentare importanti dossier di politica internazionale, toccando temi come la liberazione dell’italiano Alberto Trentini in Venezuela, la situazione in Iran e presunti doppi standard nel rispetto del diritto internazionale.
Renzi ha ribadito nella sua newsletter che la liberazione di Trentini «la dobbiamo a Donald Trump, non ad Antonio Tajani».
Secondo il leader di Iv, gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo decisivo nel rilascio di Trentini, cooperante italiano detenuto in Venezuela, e nella fine della detenzione ai danni di altri connazionali, senza riconoscere invece il contributo del ministro degli Esteri italiano o della diplomazia italiana. La dichiarazione arriva in un quadro in cui Roma ha effettivamente lavorato per il ritorno in patria dei due italiani liberati, Alberto Trentini e Mario Burlò, accolti all’ambasciata italiana a Caracas prima di rientrare in Italia.
Renzi ha anche espresso il suo auspicio di una vittoria dei Democratici alle midterm americane del 2026, auspicando la perdita della maggioranza congressuale da parte di Donald Trump e un cambiamento nella politica dei dazi. Tuttavia ha sottolineato che sull’America Latina la linea scelta dagli USA è stata efficace nel liberare il Venezuela dal regime di Nicolás Maduro, un obiettivo che considera giusto.
Su un altro fronte, Renzi ha commentato la situazione in Iran, dove da settimane si registrano proteste di massa contro il regime. Ha definito devastante la repressione e ha messo in guardia contro i doppi standard nel diritto internazionale, sottolineando che se la comunità internazionale invoca regole diverse a seconda dei casi – come sarebbe avvenuto per il Venezuela o l’Iran – si finisce per applicare criteri selettivi di giudizio. Ha ricordato che le recenti rivolte iraniane non sono nate da questioni economiche come l’inflazione, ma rappresentano l’aspirazione a libertà e diritti fondamentali.
Renzi ha anche ricordato un episodio personale di sostegno alle proteste iraniane di anni fa, quando da sindaco issò uno striscione in solidarietà con l’Onda Verde, istanza di riforma non riuscita a rovesciare il regime. Ha rinnovato l’appello affinché la comunità internazionale non guardi alle rivoluzioni e ai movimenti di protesta con indifferenza o graduatorie arbitrarie che distinguano tra tragedie di serie A e di serie B.
In linea con questo impegno, Italia Viva ha annunciato la sua adesione a tutte le manifestazioni previste in favore del popolo iraniano che lotta per la libertà e la democrazia. Il partito ha anche precisato di aver sottoscritto una risoluzione in commissione Esteri e di essere pronto a presentarla in Aula affinché il Parlamento italiano chieda al governo un sostegno più deciso alla causa di chi in Iran protesta contro la repressione.
Le posizioni di Renzi segnano una netta critica verso la gestione italiana delle questioni internazionali, soprattutto rispetto all’azione diplomatica ufficiale rappresentata dal ministro Tajani, mentre allo stesso tempo sottolineano l’importanza di sostenere i diritti umani senza distinguere tra scenari e geografie.
L’appello alla coerenza nel rispetto del diritto internazionale e il sostegno alle mobilitazioni popolari sottolineano l’enfasi di Italia Viva su una politica estera basata su principi universali piuttosto che su convenienze contingenti.































