Luigi Gasperin, il cittadino italiano detenuto in Venezuela, è stato liberato nella notte ed è ora al sicuro presso l’ambasciata d’Italia a Caracas. Lo ha annunciato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, confermando che l’ordine di scarcerazione, già emesso nei giorni scorsi, è stato finalmente reso esecutivo dalle autorità venezuelane.
«Anche Luigi Gasperin è libero. È in ambasciata, sta bene e l’impegno preso è stato rispettato», ha dichiarato Tajani, spiegando che si tratta di «un altro segnale positivo che viene da Caracas» e che apre la possibilità di costruire in futuro un dialogo più costruttivo rispetto al passato.
La Farnesina ha precisato in una nota che l’ordine di liberazione era stato inizialmente rallentato da passaggi amministrativi interni al sistema venezuelano, ma che nella notte la procedura è stata completata. Gasperin è apparso provato dall’esperienza detentiva, ma le sue condizioni di salute sono stabili.
Secondo quanto riferito dal ministro, Gasperin avrebbe espresso la volontà di rimanere in Venezuela per riprendere la propria attività imprenditoriale nella città di Maturín, nello Stato di Monágas, dove si trova la sua azienda.
L’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, ha invitato alla prudenza ma anche alla determinazione: «Dobbiamo essere fiduciosi e pazienti, ma anche determinati», ha dichiarato, sottolineando che l’obiettivo resta quello di riportare a casa tutti gli italiani coinvolti.
La vicenda di Gasperin si inserisce in un contesto diplomatico in evoluzione. Nelle stesse ore, dagli Stati Uniti è arrivato un segnale di apertura nei confronti di Caracas, con il presidente Donald Trump che ha parlato di un “dialogo positivo” con la leadership venezuelana e di prospettive di cooperazione economica e politica.
Per l’Italia, la liberazione di Luigi Gasperin rappresenta un risultato concreto dell’azione diplomatica e un primo passo verso la soluzione di altri casi ancora aperti.































