Nel corso del teso secondo faccia a faccia tv tra Obama e Romney, la parola ‘Cina’ e’ stata menzionata per ben 21 volte. E’ stata brandita dai duellanti per scambiarsi colpi bassi e accuse di incapacita’ di assumere un atteggiamento piu’ o meno intransigente di fronte all’aggressiva politica economica di Pechino; la cui irritazione e’ pero’ subito trapelata, con un commento sull’agenzia Xinhua in cui si ammonisce sui rischi di una guerra commerciale tra le due maggiori superpotenze economiche del mondo, ‘da cui nessuno avrebbe da guadagnare’.
Ad aprire il fuoco di fila e’ stato Romney: ‘La Cina manipola la sua valuta da anni e anni. Il presidente (Obama) ha regolarmente la possibilita’ di etichettarla come manipolatrice di valuta. Ma si rifiuta di farlo. Il primo giorno (nell’ufficio Ovale, ndr) io lo faro”. Nel giro di poche ore e’ arrivato il commento dell’agenzia Nuova Cina, in inglese: ‘Se il ‘presidente’ Romney e’ determinato ad applicare tariffe punitive ai prodotti cinesi esportati sul mercato americano sin dal Primo Giorno, la Cina potrebbe forse essere costretta a rispondere al fuoco, e la sua amministrazione si troverebbe molto probabilmente sulla strada di una guerra commerciale globale’.
Alcuni media specializzati americani notano peraltro che la moneta cinese, lo yuan, ha raggiunto la settimana scorsa la sua valutazione piu’ alta da 19 anni. E questo, secondo quanto ha detto Obama, e’ avvenuto anche grazie alle pressioni esercitate dalla sua amministrazione negli incontri bilaterali. Ma oltre sugli aspetti valutari, il presidente ha anche replicato a Romney con un fendente personale, affermando che quando l’ex governatore ‘parla di inflessibilita’ con la Cina, bisogna ricordare che lui ha investito in societa’ pioniere dell’outsourcing in Cina e attualmente (…) sta investendo in societa’ che realizzano sistemi di sorveglianza usati dalla Cina per spiare la sua gente: Governatore – ha detto poi rivolto direttamente a Romney – lei e’ l’ultima persona che puo’ parlare di inflessibilita’ con la Cina’.
Romney ha replicato parlando del suo blind trust e dando il ‘consiglio’ al presidente ‘di guardare la sua pensione. Anche lei investe in aziende cinesi’. Guadagnandosi pero’ un’altra stoccata: ‘io non guardo la mia pensione, non e’ grande come la tua’, ha risposto Obama con un sorriso. Il presidente ha anche elencato un suo ‘pedigree’ di misure contro le aziende cinesi piu’ aggressive, mentre Romney ha affermato che la Cina toglie lavoro agli americani violando brevetti e vendendo liberamente merce contraffatta. E questo proposito ha citando anche l’esempio di un ‘falso Apple Store in Cina che vende prodotti contraffatti’. Non ci sono stati pero’ riferimenti al fatto che Pechino e’ il maggior creditore degli Stati Uniti, di cui detiene oltre 1.110 miliardi di debito, o ai punti di attrito come la politica di rivendicazioni territoriali cinesi nel sud-est asiatico, o sulla Corea del Nord, l’Iran, la Siria, o sul cyber-spionaggio. Tutti argomenti che, ha affermato qualche commentatore sulla stampa Usa oggi, si spera che verranno affrontati nel corso del prossimo dibattito, lunedi’ 22, che sara’ dedicato alla politica estera.
































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