Renzi in Europa, ‘l’Italia non accetta lezioni di morale da nessuno’

"Questo e’ un grande Paese che ha dalla sua la storia, ma anche il futuro, e se qualcuno pensa di venire qui a dare lezioni ha sbagliato posto". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in sede di replica nel corso della seduta del Parlamento europeo dedicata al semestre di Presidenza italiana, rivolgendosi a Manfred Weber, capogruppo del Ppe, che aveva insistito sulle politiche del rigore.

"Se Weber parlava a nome della Germania, gli ricordo che proprio in questa sala, nella scorsa presidenza italiana, ci fu un Paese cui non solo fu concessa flessibilità, ma anche di violare i limiti ed essere oggi un Paese che cresce e quel Paese era la Germania".

Renzi, da oggi formalmente presidente di turno dell’Unione europea, ha aggiunto: "Non accetteremo che verso l’Italia si blandisca l’arma del pregiudizio, perché è vero che l’Italia ha un debito molto alto, ma è anche vero che ha una ricchezza privata quattro volte superiore".

"L’Italia non chiede scorciatoie, ma si offre di fare la propria parte. L’Italia non viene qui per chiedere all’Europa i cambiamenti che lei stessa non è in grado di fare, dobbiamo chiedere a noi la forza di cambiare se vogliamo essere credibili, l’Italia viene a dire in Europa che lei per prima vuole cambiare e che crede nelle istituzioni europee".

Ricordando il successo del Partito democratico alle ultime Europee, Renzi ha sottolineato che "abbiamo preso i voti dicendo che in Italia i problemi nascono dall’Italia e non dall’Europa" e ha ricordato come il nostro Paese stia procedendo sul percorso delle riforme: "In questo momento il Senato sta votando la riforma costituzionale che cambia le regole del gioco".

"Non sono l’Italia e la Francia a chiedere diverse regole del gioco, a noi vanno bene. Diciamo che continuando a stare fermi negli slogan non difenderemo neanche i Paesi di origine".

La "generazione Telemaco" dovrà cambiare l’Europa: usa una metafora legata all’Odissea e alla figura del figlio di Ulisse il presidente del Consiglio, nel chiudere il suo intervento di inaugurazione del semestre di Presidenza italiana dell’Ue, davanti al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria. "La nostra generazione, io non ero neanche diciottenne quando c’è stata Maastricht, ha il dovere di riscoprirsi Telemaco, di meritarsi l’eredità dei padri fondatori dell’Ue" per "assicurare un futuro a questa tradizione". Renzi individua la necessità che nel semestre italiano non si parli solo di "questioni economiche, su cui comunque faremo sentire la nostra voce", perché "il nostro destino non è nella moneta ma nel riscoprirci eredi, perché l’Europa non è solo un’espressione geografica ma un’espressione dell’anima".

Il premier ha lasciato il Parlamento europeo di Strasburgo senza partecipare alla conferenza stampa con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, a causa della mancanza di tempo. Renzi infatti deve tornare in Italia, dove alle 20.35 parteciperà a uno speciale di "Porta a Porta".