Silvio Berlusconi arriva alla manifestazione del PdL a Brescia poco dopo le 18, insieme al segretario del Popolo della Libertà, Angelino Alfano, che è anche vicepremier e ministro dell’Interno del governo Letta. Il Cavaliere e Alfano sono scesi direttamente sotto il palco, blindatissimi e tra contestazioni. Proprio nell’imminenza dell’arrivo dell’ex premier, infatti, i manifestanti – appartenenti ai centri sociali – hanno cominciato ad urlare "Brescia libera" e hanno bruciato una bandiera del Pdl. I contestatori, con tutta evidenza, si sono mescolati con la folla dei militanti del Pdl che ad ogni raffica di fischi contrappongono applausi e grida in sostegno del loro leader. I manifestanti sono stati allontanati da un cordone di agenti di polizia in tenuta antisommossa, con caschi e scudi. I manifestanti sono stati allontanati con la forza, ma senza l’uso dei manganelli.
Dopo essere stato contestato, Berlusconi una volta salito sul palco di piazza del Duomo ha ricevuto un caloroso applauso da tutti i suoi sostenitori. Il leader del PdL ha quindi potuto iniziare il suo intervento: “Noi crediamo in questo governo e lo sosterremo lealmente perche’ si e’ impegnato a realizzare quei provvedimenti per noi indispensabili per rilanciare economia”, ha detto, ricordando di avere contribuito con forza “a fare nascere questo governo”, che deve occuparsi prima di tutto di risollevare l’Italia e di farla uscire dalla crisi. E “la prima cosa concreta il governo la sta già realizzando”, ovvero, “da giugno le famiglie italiane non pagheranno più l’Imu sulla prima casa”. “Grazie a noi la tredicesima non sara’ piu’ sequestrata e la casa non sara’ piu’ aggredita e penalizzata. E’ una bella soddisfazione. L’Imu deve essere abolita per sempre”, e poi “no all’aumento dell’Iva”. Non solo: “vanno tagliate le unghie a quel mostro che si chiama Equitalia e che imperversa sulle nostre imprese. Inoltre vanno detassate le nuove assunzioni”.
Per il Berlusca “questo governo e’ un fatto storico, epocale, perche’ per la prima volta nella storia della nostra Repubblica il centrodestra e il centrosinistra sono riusciti a mettersi assieme per fare il bene del Paese e mettere mano a quelle riforme necessarie, come ad esempio quella dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica e dando pieni poteri al presidente del Consiglio".
Il Cav si scaglia anche contro la magistratura: certe toghe rosse “vogliono eliminarmi perche’ da 20 anni sono l’unico ostacolo tra la sinistra e il potere”. Oggi più che mai è necessaria una riforma della giustizia: "La Corte Costituzionale dovra’ essere di garanzia, sopra le parti, non piu’ organo politico della sinistra come e’ adesso". "L’Italia una volta era la culla del diritto. Ora e’ un paese malato, una democrazia malata". “Io sono qui, piu’ determinato e convinto di prima e da qui non mi sposto”. Nonostante “un’altra settimana di assedio e violenza contro di me, se qualcuno pensava di scoraggiarmi, spaventarmi, intimidirmi, si e’ sbagliato di grosso”, aggiunge l’ex premier, sottolineando che “gli eventi gravi di questi giorni non hanno fatto altro che convincermi a resistere”.
"Dopo le dimissioni del nostro governo alla fine del 2011 pensavo fosse giunto il momento di lasciare la linea del fronte. Avevo anche la speranza di potermi dedicare un po’ anche al mio grande Milan. Ma mi hanno fermato alcune preoccupazioni: l’urgenza di lottare a fondo per uscire dalla recessione e tornare alla crescita. Solo essendo al governo possiamo mettere in campo le ricette necessarie. La seconda preoccupazione era l’andamento negativo dei sondaggi per il nostro movimento, con il rischio che il potere finisse nelle mani della sinistra e della sua parte estrema, che non e’ cambiata e alla quale non riconosciamo la capacità di governare. La terza lo stato della giustizia, che calpesta il diritto alla libertà dei cittadini, interviene nella vita politica e vuole eliminarmi". “Solo essendo al governo possiamo mettere in campo le nostre ricette per uscire dalla crisi”.
Il PdL sosterrà con lealtà il governo Letta: “Quando si sigla un patto politico per me e’ come firmare un contratto, e tra persone per bene i contratti si rispettano". Dopo la sentenza Mediaset, da Berlusconi definita "assurda", "molti si aspettavano da me un fallo di reazione, ma si sbagliano. Non verra’ meno il nostro sostegno al governo". Certo è che “la nostra giustizia non garantisce l’imparzialita’ dei giudici, calpesta troppo spesso il diritto alla liberta’ dei cittadini, interviene nella vita politica”. Per questo, ribadisce l’uomo di Arcore, “riformare la giustizia e’ importante non per Silvio Berlusconi, ma per gli italiani". Tutti "possiamo finire nel tritacarne giudiziario per il semplice fatto che qualcuno ha deciso di farci del male". “I magistrati non pagano mai i loro errori e non deve piu’ essere così". Dopo avere ricordato quanto accadde col caso Tortora, “noi vogliamo ripercorrere la via decisa dal popolo sovrano. I magistrati perbene che rispondono alla legge e alla loro coscienza e sono la grande maggioranza non hanno nulla da temere. Per questo noi in Parlamento ci batteremo per una grande riforma della giustizia. Giustizia che non puo’ piu’ aspettare".
Per Berlusconi serve anche “una riforma della carcerazione preventiva che e’ una follia. Come puo’ essere tutelato un cittadino che viene sbattuto in galera da innocente? La maggior parte dei detenuti non e’ stata ancora processata". Inoltre servono "grandi interventi per rendere civili le nostre carceri: un conto e’ scontare la propria pena, un conto e’ essere buttati in un inferno senza dignità. Se hai commesso un reato lo Stato ti puo’ togliere la liberta’, ma non la dignita’ e la salute come purtroppo spesso accade".
Appena terminato di parlare in piazza del Duomo a Brescia, durante la manifestazione del Pdl, l’ex premier Silvio Berlusconi, insieme al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, hanno lasciato immediatamente la piazza. Berlusconi, questa sera, dovrebbe partecipare ad una cena elettorale, sempre a Brescia.
































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