Pronti a confrontarsi su tutto: e’ questa la risposta di Enrico Letta alla sfida lanciata da Matteo Renzi in vista del ‘patto di coalizione’. Il premier non e’ ancora tornato in Italia ma, ovviamente, ha letto l’infuocata intervista del neosegretario del Pd in vista del confronto della prossima settimana e ne stempera i toni accesi: si tratta di una sollecitazione – viene spiegato da fonti vicine al governo – accolta positivamente e come uno stimolo a fare sempre bene. Nessun tabu’, percio’, sui temi rilanciati dal sindaco di Firenze; anzi, una apertura completa ad un confronto di maggioranza su tutti gli argomenti che vengono proposti da tutti i partiti che sostengono l’esecutivo. D’altronde, legge elettorale e riforme costituzionali ma anche i temi piu’ scottanti (per la piu’ che probabile opposizione del Nuovo Centro Destra), come Unioni Civili e riforma della Bossi-Fini sull’immigrazione, sono evidenziati da tempo in rosso nell’agenda del premier.
Al momento – sottolineano fonti interne all’esecutivo – si raccolgono le proposte ma non si entra nel merito: verra’ fatto nei tempi e nei modi opportuni. Un metodo che pare allontanare anche l’ipotesi di un ‘incontro clandestino’ tra Letta e Renzi nei prossimi giorni in Toscana. La strategia di Palazzo Chigi sembrerebbe quella di volersi ritagliare un ruolo da arbitro ‘super partes’ rispetto ai contendenti (ovvero i partiti che sostengono il governo), piuttosto che apparire come uno degli attori che si azzuffano sul programma da proporre.
Ovviamente, anche Letta ha le sue priorita’ e non intende limitarsi a ‘soppesare’ le proposte della sua maggioranza: in primis, a Palazzo Chigi si insiste sulla necessita’ di un crono-programma con scadenze precise. Un modo per puntellare lo stesso esecutivo ed avere punti di riferimento precisi per l’azione di governo. Ma il presidente del Consiglio ha intenzione di far sentire la sua voce anche su argomenti a lui cari: su tutti le riforme istituzionali. Ma non solo. Ad esempio sulla legge elettorale, Letta non ha mai nascosto la sua preferenza per un sistema che favorisca il bipolarismo e l’alternanza. Renzi insiste, tra l’altro, per una legge ‘come quella per l’elezione dei sindaci’, incassando l’ok di Angelino Alfano. Le distanze, piuttosto, riguardano ancora il metodo: il premier auspica un accordo di maggioranza da allargare alla opposizione; il sindaco di Firenze propende per una discussione allargata fin da subito alle minoranze in Parlamento. Un’intesa tra premier e Renzi si puo’ immaginare anche sulla riforma della Bossi-Fini. Quanto alle unioni civili, rilanciate dal neosegretario Pd, non saranno un tema di facile soluzione. Renzi ne ha fatto una delle priorita’ del ‘patto di coalizione’, ma il Nuovo Centro Destra e’ pronto a dare battaglia.
Per il momento, Letta prende nota. "Ora l’esecutivo, come se fosse un collettore, raccoglie le proposte – viene spiegato – Poi arrivera’ il momento della sintesi". Si iniziera’ la prossima settimana. In questi giorni ci si limita a contatti informali, ma i primi incontri ufficiali dovrebbero tenersi a partire dal 7 gennaio.
































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